Le sorprese si scrivono adesso

brasile-2014Come ogni Mondiale le sorprese saranno tante e belle, ma tutti ne parleranno dal 13 luglio. Il bello è presentirle adesso, così magari ci prendi pure. Queste sono le mie 10:

1 – Colombia fuori al primo turno
2 – Nigeria è la sorpresa africana
3 – La Svizzera arriva in semifinale
4 – Russia nettamente meglio del Belgio
5 – Giappone vince il suo girone
6- Croazia ai quarti con un centrocampo favoloso
7 -Inghilterra ai quarti con un grande gioco
8 -Higuain capocannoniere
9 – Portogallo miglior difesa
10 – Il Brasile non vince i Mondiali

Il calcio è coi pentagoni bianconeri. Riflessioni in lettura di Maglie della Serie A

 

Le_Maglie_della_Serie_A_Giorgio_WelterLeggevo il libro di Giorgio Welter “Le Maglie della Serie A” (Codice Atlantico Editore) in bus e alzando lo sguardo fuori dal finestrino mi sono accorto di un 6×3 con Higuain che promuoveva la Vodafone e una tariffa speciale per Napoli.
Per un caso di sinapsi involontaria ho connesso i due momenti e vi ho trovato una traccia critica.
Primo momento: ma quanto erano affascinanti nella loro minimal soul le maglie degli anni ’60 e ’70? I colori erano decisi, saturi, penetranti per gli occhi di chi vuole tifare o semplicemente riconoscere.
Mentre scrivo, sto vedendo Diretta gol serie B e riconosco soltanto le squadre che giocano in casa. Juve Stabia, Ternana, Palermo e le altre hanno una maglia bianca assolutamente insulsa, piena di scritte e marchietti inutili, oltre che invisibili. Anche per gli sponsor queste nuove maglie sono controproducenti. Vuoi mettere una maglia pulita di orpelli con il tuo marchio in vista. Emerge con una forza visiva totalmente diversa.
Secondo momento (composito): Higuain sul manifesto ha in mano un pallone coi pentagoni bianconeri, sul web ricordo di un banner che promuoveva una vacanza di calcio per bimbi e il pallone era coi pentagoni bianconeri, su Facebook un’azienda (non ricordo quale) voleva comunicare una sponsorizzazione calcistica e ricordo nitidamente un pallone coi pentagoni bianconeri nel visual, Betclick in tv fa palleggiare un tipo con un codino retrò con un pallone a pentagoni bianconeri (quattro indizi fanno più di una prova).
Il calcio per i creativi (e quindi per tutti noi, gente che compra) è quello semplice del pallone coi pentagoni bianconeri.
Questo vuol dire tante cose, ma la più importante è che il marketing sportivo e le strategie aziendali in generale hanno cercato di creare un’immagine del calcio in parte lontana da quella che i consumatori riconoscono. Scelta legittima, tutti fanno restyling. Ma se dopo più di trent’anni di maglie multicolor, palloni stravaganti e volontà di costruire l’atleta-fotomodello anche in serie D siamo ancora ai palloni coi pentagoni e alla nostalgia per i colori decisi delle maglie anni ’70 un motivo ci deve essere.
Perché il calcio pensa che sia così poco appeal il suo passato, mentre tutti gli altri sport (quelli “americani” in primis) riescono ad usare il passato in modo intelligente?
Parlando del libro, come accennavo, gli occhi hanno fatto un gran bel viaggio, fra colori, tinte e storie. Welter ha fatto un ottimo lavoro di archivio creando per ogni squadra che ha partecipato almeno una volta alla serie A un percorso sicuramente esaustivo e molto coinvolgente.
Un libro da leggere con il pantone fra le mani, per capire finalmente qual è il colore sociale della propria squadra del cuore.

Li chiameremo scemicchi

Edinson Cavani al PSG
Mi faccio una domanda da alcuni giorni: cosa spinge il Paris Saint Germain ad acquistare Cavani e non altri calciatori? Non è più giovanissimo ed è al top della carriera (può solo calare). Nel campionato italiano ha fatto sfracelli ma in Europa Higuain è di un’altra categoria. In nazionale fa lo scudiero di Suarez. In una sqaudra con Ibrahimovic prenditutto in attacco forse serviva una seconda punta goleador come Neymar. Quella citata per il confronto è tutta gente che costa meno di Cavani, con maggiore esperienza internazionale e in alcuni casi anche migliori prospettive future.
Comprare Cavani rientra in un percorso strategico che ha portato in Francia Pastore e Lavezzi, calciatori che non hanno ancora dimostrato grandezza internazionale, pagati molto più del loro valore se paragonati con tanti altri già pronti.
E la mia domanda a questo punto diventa un’altra: una strategia del genere è frutto di incompetenza, di tentativi al buio pesto o di folle collezionismo di figurine non ancora marchiate dalle grandi squadre europee?
Chi decide? L’allenatore non credo, altrimenti si continuava con Ancellotti, gli sceicchi non credo, perchè farebbero investimenti anche più forti e incisivi, i direttori sportivi forse, incastrati nei loro ingranaggi di favori, la piazza non credo, imbabolata com’è dalla troppa grazia.
Io resto con le mie domande e per il campionato italiano mi va bene lo scambio Higuain-Cavani.