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Quanti GOAT stiamo ammirando?

Sergio_RamosLa finale di Champions League ha scritto una sentenza, per me inappellabile (anche se sto sfondando il campo del soggettivo senza freni): Sergio Ramos è il più forte calciatore di tutti i tempi nel suo ruolo (che per me è quello di terzino destro).
Lo so che queste cose non si fanno e non si dicono, lo so che tantissimi s’incazzeranno come le bestie, citandomi Djalma Santos, Suurbier, Neal o addirittura Gentile e Kaltz, so anche che non si possono fare paragoni e tutto il resto, ma la voglia di fare la squadra delle squadre non arretra di fronte ai rimproveri.
Potenza, velocità, capacità difensive eccezionali sia nell’uno contro uno che nel marcare a zona, competenza d’attacco mostruosa sia sui calci da fermo che nel gioco. Uno come Sergio Ramos nel suo ruolo non si è mai visto e fra 30-40 anni tutti lo ricorderanno come uno dei quattro difensori più forti di sempre (mi sono solo anticipato).
Seguendo Sergio, mi è venuta la voglia di scovare qualche altro GOAT vegeto e giocante. Ho spulciato un po’ tutti i miei file mentali e ho pensato solo ad altri due nomi. Uno certo: Andrés Iniesta. Nessun’altra mezzala o interno sinistro ha avuto la classe, la personalità ed è stato decisivo come il giocatore del Barça. A lui la maglia numero 8 della squadra delle squadre.
E poi c’è un dubbio, dal nome italiano: Gianluigi Buffon. Buffon è stato il miglior portiere di sempre? Qui non ho le idee troppo chiare. Per capacità atletiche e svolta epocale che ha dato al ruolo (le uscite basse mani avanti sono roba sua ed anche le deviazioni esplosive sulle palle basse sono sue idee atletiche. Prima i portieri tendevano o a bloccare o a respingere, lui la palla la proietta fuori dallo specchio della porta) sarebbe da GOAT, ma ha vissuto una fase molto strana del calcio italiano, rimanendo invischiato in squadre (Juve e Italia) altalenanti e incapaci di segnare un’epoca attorno a lui. Buffon è stato stella meravigliosa in un calcio che si appannava, con pochissime idee, molto confuse perché in cerca di mode tattiche senza identità. È stato sfigato, ma ha questo Mondiale da giocarsi. Se l’Italia dice qualcosa di nuovo a tutti e lui è decisivo, la maglia numero 1 dei GOAT può ancora essere sua.

Le catene

Djalma-Santos-GarrinchaMi intriga tanto un termine nuovo (dicono che ne parlava già Sacchi ma io non ricordo). Il termine è catene di fascia, ovvero, per farla alla Mondonico, l’accoppiata terzino-ala sia a destra che a sinistra.
C’è tutto un discorso parascientifico sull’importanza delle catene nel calcio contemporaneo e seguendolo mi ci sono appassionato. E la domanda mi è autosorta subito: quando ancora non c’erano le catene, quali sono state le migliori ditte terzino-ala della storia? Ne butto lì cinque, e vado senza almanacchi ma solo per impressioni rimaste impresse.

1- Djalma Santos – Garrincha

Qui c’era veramente tutto. Forza e meraviglia con attenzione anche alla difesa. Impossibile replicare.

2 – Kaltz – Littbarski

Hanno vinto e soprattutto perso con la Germania però avevano una sincronia meravigliosa.

3 – Tassotti-Donadoni

La prima (da quel che si dice) catena che sapeva di essere tale. Tutto schematicamente fantasioso tra i due. Ho una verità: Donadoni è troppo sottovalutato, ha vinto molte partite da solo.

4 – Neal-Keegan

Due stantuffi da 90 minuti e più. Non li fermavano mica un paio di avversari.

5- Gentile-Causio

La catena diversa, dove mancava uno, riempiva l’altro. Perfettamente indivisibili.

L’allenatore inascoltato e l’ala sinistra stronza

Come la risolvo questa merdona di partita contro questi tedeschi di merda. Anche quel coglione di Francis doveva fare le signorina con quel cazzo di tendine d’Achille. Si lamenta troppo quello. Vedi Shilton, lo abbiamo rimpinzato di antidolorifici e sta dove deve stare, e non si azzardasse a fare stronzate in porta. Quell’altro bastardo di Woodcock, che se non era per me giocava ancora sui campi di fango in periferia, se n’è scappato al Colonia, da questi tedeschi figli di troia, che poi sono tutti i uguali i tedeschi, i soliti stronzi. Non mi nominate nemmeno quell’ubriacone di Bowles, gli ho detto vai in panchina, se serve dare ritmo ti butto dentro. Se n’è andato in tribuna quel figlio di puttana, l’anno prossimo lo mando all’Hull City a scavare carbone coi denti. Chi mi resta, Birtles, ma è troppo fighetto per quei bestioni tedeschi, che dentro restano tutti dei nazisti stronzi e razzisti.
È iniziata la partita, cazzo avvisatemi.
Guarda tu questo bastardo di Kaltz, la fascia se la mangia, ma che cazzo ci può fare quel mezzasega di Gray.
– “Gray attacca lo spazio, non farti aggredire!”. Quello lì se lo mangia Gray, lo sbatte dove
vuole.
– “Vai Mills, vai, tira, tira!”. Mills è tanto un bravo ragazzo però è un coglione, è un
imbranato, nel calcio non si può essere imbranati. Guarda Magath, quello sì che sa cosa si fa sul campo, come si fanno tackle.
– “Bowyer porca troia, fatti sentire anche tu”. Che cazzone Bowyer, se non gli dai la carica si
addormenta per il campo. No, ma qui ne prendiamo almeno tre, come cazzo li vuoi fermare Memering, Milewski, poi c’è quel carrarmato di Hrubesch che entra fresco e poi c’è quel figlio di troia dell’inglese, non mi viene voglia nemmeno di nominarlo, con quei cazzo di capelli che sembra una mignotta.
– “Attaccalo, attaccalo duro Lloyd a quello!”. Solo Lloyd può fermarlo, ma deve svegliarsi
anche lui. Ma qua sembrano dormire tutti, qua ne prendiamo cinque.
Ah, eccolo, qua il signorino, Mister Robertson, come va? Dopo una ventina di minuti è ancora a letto, ma fa bene. Cosa le porto per colazione thé alla menta e biscotti al burro. O preferisce una bella fetta di torta.
– “Robertson, brutto stronzo, svegliati che giochiamo la Coppa dei Campioni”. Che stronzo.
Ma dove cazzo va adesso.
– “Robertson, non farti cambiare vaffanculo dietro. Ma dove cazzo va?” Mi fa veramente
girare le palle questo. No, ma io lo cambio, metto quel contadino di Gunn per rompere un po’ di tibie. Ma dove cazzo và?
– “Robertson torna dietro, che cazzo dribbli? Ma lo vedi che quello è Kaltz, ma che cazzo vuoi fare?” Ma che cazzo vuole fare?
No Birtles no, non ridargli la palla, cerca di farti fare fallo. Quel Nogly è un trattore, non scambiare, tienila, tienila.
– “Tienila!”Macchè l’ha ripassato a quel cazzone. Ma perché si deve incaponire, abbassa la
testa e parte sparato, ma dove va?
– “Dove vai?” Niente ormai è partito. Adesso vedi che Buljan gli toglie facile la palla e avvia il contropiede, noi siamo scoperti che anche quel cieco di O’Neill si è sganciato e quell’inglese schifoso ci fotte.
– “Gunn, riscaldati che quello stronzo di Robertson lo caccio”
– “Robertson, per l’ultima volta dove cazzo v… goooooooooooal!”
Glielo avevo detto attaccalo, che sto Kaltz non è poi così rapido.
– “Ah Gunn siediti!”