Ascesi e sport

Per aprire la settimana, vorrei riportare le parole di Don Marco Pozza, lette “Sulla strada di Emmaus”. L’intervento è molto più lungo e vi consiglio di leggerlo qui, e a me ha favorevolmente interessato il discorso sull’ascesi e sul gesto atletico come metafora del desiderium naturale videndi Deum.

Ecco gli stralci dove si parla di questi due argomenti:

“… Il termine ascesi (dal greco askesis) vanta un campo semantico che oltrepassa la banale rinuncia, il distacco dal mondo, l’esaltazione esasperata del dolore come arma per affinare l’interiorità. Nel suo etimo originario tale termine evoca l’esercizio e la pratica per affinare qualche abilità. Per il popolo greco anche il soldato – che si esercitava nell’uso delle armi – e il lottatore – che s’allenava e s’apprestava alla battaglia – erano degli asceti. L’esercitazione nel bene e la repressione delle passioni nocive resero prezioso questo termine pure al fatto cristiano. Ma entrambe le sfumature – sia quella pagana che quella cristiana – fanno riecheggiare nell’animo l’idea dell’esercizio, dello sforzo, dell’applicazione per inseguire e conquistare determinati traguardi: diversi a seconda della prospettiva da cui s’inizia il viaggio.

Pure il corpo chiede applicazione e pratica per essere valorizzato e vissuto in modo positivo: non sarà difficile leggere dietro una sana passione per il proprio corpo un rispetto anche per l’anima che lo abita. In questo senso lo sport – e il gesto che ne è l’esplicitazione esteriore – possono essere letti come una forma ascetica, seppur senza religione. Anche un neofita dell’esercizio sportivo s’addentra ben presto nella frequentazione di termini che richiamano il sudore e la caparbia ricerca del meglio da conquistare: passione, applicazione, metodo, stile, fantasia, caparbietà, aspirazione, sogno, costanza, emozione, sacrificio. L’animo dell’atleta viaggia vicinissimo a quelle frequenze che fecero di gente dalla biografia comune grandi santi additati dalla chiesa: la sfida, il limite, l’oltre, l’ardire, il confine, il record. Il santo e l’atleta – pur partendo da posizioni diverse e partecipando ad aspirazioni diverse – tengono la convinzione che l’uomo sia proprio così: sempre oltre, sempre in stato di parto, sempre cacciatore lanciato all’inseguimento di una preda.

L’esperienza che invade e conquista l’animo di un giovane che s’addentra nelle cattedrali dello sport ha qualcosa che rinvia al concetto stesso del rapimento, dell’estraneazione, dell’estasi, della perdita e del ritrovamento di sé: termini che non sono per nulla estranei alla teologia cattolica e alla spiritualità che si tramanda di generazione in generazione. Dal momento che l’ascetica sportiva e quella religiosa tendono a ritrovarsi sotto il medesimo traguardo: quello di mettere l’uomo nudo di fronte a se stesso e spingerlo verso il bene massimo di cui è capace nel tentativo di accenderlo. Scrive Roger Bannister:

“Possiamo giocare a guardie e ladri con la realtà, senza mai affrontare le verità che ci riguardano. Nello sport ciò è impossibile. Con il suo confuso alternarsi di fallimento e di successo, lo sport ci scuote alle radici, ci spinge verso le più straordinarie scoperte su noi stessi, mette a nudo i nostri limiti e le nostre capacità”.

La teologia medievale parlando dell’uomo ha tramandato la splendida affermazione del desiderium naturale videndi Deum: la convinta e convincente scommessa dell’incontro possibile tra Creatore e creatura. E’ lo Spirito che – muovendo il cuore e aprendo gli occhi della mente – permette a Dio di attrarre l’uomo alla comunione con Lui infondendo un dinamismo nuovo; la grazia opera dall’interno e orienta i desideri dell’uomo. La predicazione aggiungerà il “di più” operando dall’esterno. D’altronde già Agostino era del parere che nessuno può insegnare alcunché ad altri perché «in interiore homine habitat veritas»: ragione per cui il possibile è solamente quello di far risuonare dall’esterno dei segni che destino la persona alla ricerca della pienezza.

Riconosciuta l’immanenza di questa intenzionalità e il suo innato tendere ad Deum, la necessità che ne consegue è quella di accendere i passi. Quando il cattolico discutere accademico – in particolare nel versante della Teologia Fondamentale – s’aggrappa al termine credibilità per mostrare la proposta di senso del messaggio cristiano, parte dall’evento della Rivelazione: Dio che impreziosisce il cuore dell’uomo e della storia stessa di quello che Karl Rahner definiva una forma di «magnetismo spirituale». Qualcosa che, acceso, inizia a far sintonizzare tra loro i due poli d’attrazione. Ebbene, la Rivelazione inserisce dentro la storia un orizzonte prospettivo del quale l’uomo non può ignorarne l’esistenza se vuole arrivare alla pienezza del suo essere: è un’offerta fatta alla storia di un qualcosa che vada oltre l’immanenza per accompagnare verso l’autenticità. Mutatis mutandis è un po’ quello che s’innesta nel cuore dell’atleta quando si staglia all’orizzonte della sua immaginazione un traguardo da vincere, un record da abbassare, una strenua lotta da ingaggiare per arrivare a quel traguardo, a migliorare quella prestazione, a superare un limite ormai datato. Insomma: c’è qualcosa che riscalda il cuore dell’atleta e lo rende capace di significazione”.

II Premio Andrea Fortunato e il grande Mura

Sono qui a giustificare la mia assenza di qualche giorno dal blog. Ho organizzato, da addetto stampa dell’Associazione “Fioravante Polito” e della Biblioteca e Museo del calcio “Andrea Fortunato”, il II Premio Andrea Fortunato.

In sisntesi, bella giornata a bordo di MSC Fantasia e molte belle persone che hanno deciso di fare qualcosa per la salute di chi inizia a fare sport.

Questi i premiati di questa seconda edizione:

Claudio Ranieri
Pierluigi Collina
Edio Costantini
Card. Tarcisio Bertone
Francesco Moriero
Bepi Pillon
Prof. Sante Tura
Fabrizio Ravanelli
Gianni Mura

Il grande Mura è buon ultimo perché, rimandandovi al sito dell’Associazione, http://www.asfioravantepolito.it/ per ulteriori informazioni, durante la sua premiazione ha detto: “Meglio un giorn di Pillon che un anno di Mourinho”. A voi le riflessioni.

II Festival di Letteratura sportiva – La Corsa di Miguel

Per chi è a Roma, venerdì e sabato potrebbe passare pomeriggio e mattina (invece di ingozzarsi o dormire sul divano di fronte ad un reality che sa di vero) con il II Festival di Letteratura Sportiva inserito nel programma corposo e interessante della manifestazione “La Corsa di Miguel”

Questo il programma delle attività annesse a “La Corsa di Miguel”:

Giovedì 14 Gennaio – ore 11.00
Conferenza Stampa di presentazione della Corsa
Università di Roma Foro Italico (Palestra Monumentale) – Piazza De Bosis, 15

Sabato 16 Gennaio – ore 09.30
Feste in Corsa – Aspettando Miguel
Allenamenti, gare a cronometro, passeggiate non competitive in 9 parchi di Roma. Gli studenti dalle 09.30, gli adulti dalle 11.30 :
Parco Baden Powell a Colli Aniene; Parco di Santa Maria della Pietà a Monte Mario; Villa De Sanctis a via Casilina; Parco delle Valli; Villa Ada; Parco degli Acquedotti a via Lemonia; Parco Alessandro Conti a Torre Angela; Castello di Ostia Antica; Istituto Agrario di via Ardeatina 524.

Mercoledì 20 gennaio – ore 18.30
Presentazione del libro “Identità alla prova”
La controversa storia del test del DNA tra crimini, misteri e battaglie legali” di Alice Andreoli
Intervengono: Marina Mantecón Fumado (Diritti Umani Ambasciata Argentina), Nicolás Vincenti (Secretería de Derechos Humanos de la Nación), Giorgio Corrente (Istituto Italiano di Psicologia Sociale), Daniela Santucci (Istituto Superiore di Sanitá), Jorge Ithurburu (Rete per l’identità – Italia), Alice Andreoli (autrice del libro)

A seguire:

Proiezione del documentario “La Santa Cruz, refugio de resistencia”, storia dei familiari che si riunivano nella chiesa di Santa Cruz per raccogliere fondi e firme allo scopo di denunciare la scomparsa dei loro cari, sequestrati e desaparecidos. Interviene: Suor Genevieve Jeanningros, nipote di una Léonie Duquet, una delle suore desaparecido nella cosiddetta chiesa.
Auditorium Casa Argentina – Via Veneto, 7 – 2° piano, Roma

Giovedì 21 gennaio – ore 18.30
SPORTANGO
Serata dedicata al tango: Letture di brani di Borges, Soriano, Alfredo Le Pera.
Immagini tratte da alcuni film: da l’Exil de Gardel di Fernando Solanas (1985), Lezioni di tango di Sally Potter (1997) Tango di Carlos Saura (1998) tra gli altri.
Musiche di Piazzola e Gardel. Ma anche lezioni di tango, esibizioni ….
Scuola dello Sport (Aula 6), Largo Giulio Onesti, 1 – Roma

Venerdí 22 e Sabato 23 gennaio
II Festival di Letteratura Sportiva
-Venerdì 22 gennaio, ore 18.30
PAGINE A PEDALI: letture, fughe, improvvisazioni e sorprese con la bicicletta
-Sabato 23 gennaio, ore 09.30
GIOCHIAMO I MONDIALI LETTERARI: 32 brani, 32 autori dalle 32 nazioni qualificate per Sudafrica 2010
Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’, Piazza De Bosis, 15 (Ingresso Giardino del Cinghiale)

Domenica 24 gennaio – ore 8.30 (Ritrovo) Ore 10.00 (Partenza)
CORSA DI MIGUEL 2010
Via dei Campi Sportivi – Acqua Acetosa