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Questi due cambieranno il ruolo del portiere

Io sono ancora scioccato. Ho visto il futuro e chi è quel genio che poteva mostrarlo? Ovviamente Guardiola.
Pep Guardiola ha sempre utilizzato il portiere, per farla molto sintetica, come uno degli altri 11, tenendo conto delle sue specificità. Con Victor Valdes, Neuer e Bravo ha utilizzato il portiere come difensore, sfumandolgi il concetto di estremità in fase di non possesso e come sponda di gioco possibile per muovere palla in orizzontale in fase di costruzione.
Ma con Ederson è tutto diverso. Aver trovato un portiere come il brasiliano, tecnicamente e da un punto di vista di letture sullo stesso piano di più della metà dei difensori contemporanei lo ha fatto andare avanti, spingendo il piede su quell’acceleratore che non smette di farlo correre più forte.

Ederson rispetto ai primi 3 portieri sopra citati riesce in tre cose assolutamente nuove.

1) Salta il primo pressing avversario. Nel mondo i club sono in caccia spietata di questi giocatori, alla Bonucci per semplficare ancora, che riescono ad eludere il pressing delle punte, costringendole a correre verso la propria porta. Saltare velocemente il primo pressing crea subito le superiorità necessarie per essere pericolosi e arrivare verso la porta avversaria in pochi passaggi.

2) Ma il portiere brasiliano riesce a fare anche di più. Ha una capacità tecnica così eccelsa che riesce ad indirizzare il gioco, attivando le catene di gioco dove lui vuole e non dove vuole il pressing e l’orientamento difensivo avversario. Questo è un upgrade fondamentale perché orientare il gioco fin dal’inizio fa accadere poi tutta una serie di risposte da parte dei compagni di squadra, così da farli iniziare l’azione già a ritmo altissimo, ancora una volta decisivo per creare situazioni di superiorità e destabilizzare le controrisposte avversarie.

3) Ederson non è più un estremo difensore appunto, ma è un difensore puro, abile nel chiudere gli spazi, intercettando linee di passaggio avversarie. Intorno alla mezzora del primo tempo Insigne lancia Mertens in maniera perfetta. Stones e Otamendi non possono chiudere e nel 99% dei casi Mertens avrebbe avuto la possibilità di tirare in porta. Ma con un tempismo che non è semplice reazione al lancio, ma anciticipo della traiettoria possibile del pallone, perché sarebbe stato impossibile coprire quella parte di campo in così poco tempo se non muovendosi appunto in anticipo, Ederson chiude sull’attaccante partenopeo e l’azione sfuma.

Questi 3 elementi principali hanno mostrato come il ruolo del portiere evolverà nei prossimi 15 anni. E mi spingo più in là: se al Manchester arrivano due centrali di buona/eccelsa tecnica di base, Guardiola fa salire Ederson in impostazione, tenendolo fuori dall’area. La sua idea è giocare con un calciatore di movimento in più nella costruzione del gioco. Fra 20 anni parleremo di 4-4-3, scommettiamo?

Come ci fanno gli auguri (analisi post dei primi 5 classificati del Pallone d’oro 2014)

Per un’insana voglia di 2.0, mi sono messo a fare una cosa un po’ nerd, ma che mette insieme le mie diverse cose. Ho preso e analizzato i post di fine anno dei primi 5 (in realtà di Robben non ho trovato nulla e l’ho sostituito con Lahm) classificati del Pallone d’Oro 2014. Ne vorrei velocemente definire gli approcci di marketing per capire (alla buona, ci vorrebbe un’analisi più approfondita e noiosa) come i loro personal brand si differenziano.
Il primo è Cristiano Ronaldo, che si spara un bel vestito della domenica bianco latte con cravata lilla e guarda in camera come se avesse appena ricevuto chissà cosa da una delle tante. Al netto delle battute, il post rispetta pienamenta i brand value del marchio; sogno, desiderio, lusso emergono dall’immagine e leggermente contrastano con un’ambientazione meno glamour del previsto. L’obiettivo raggiunto del lusso quotidiano, che è nato dal basso e adesso si bea del suo stato, si completa poi con un testo assolutamente inspirational, che ha come social objective lo sharing più che i commenti. Cristiano vuole diffondere un messaggio non tanto piacere ad un suo target, mira a crescere in fans e non si espone in maniera diretta, lascia parlare concetti universali e imprescindibilmente positivi.

ronnie

Il post di Messi è ancora più quotidiano e “rubato”, sembra una semplice foto a caso. Anche qui il valore del “talento tranquillo” emerge subito e con forza. Se fossi nei social media manager di Messi io punterei forte sul concept del genio unico, ma in questa fase stanno spingendo molto su quella del ragazzo come te. Testo e immagine sono molto più dirette rispetto a Cristiano, con il testo che fa da headline e non è il massimo dell’engegament. L’obiettivo è creare consenso attraverso like e retweet ed i risultati in termini di interest rispetto a Cristiano sono sicuramente peggiori.

Messi

Neuer, da buon tedesco, si limita a scrivere un breve messaggio di auguri ma aggiunge due elementi molto importanti e decisivi per il brand: fa una domanda agli utenti, attivando chiaramente un processo di comments molto forte, e fa subito passare l’idea dell’efficienza teutonica accennando al fatto che dopo 2 giorni sarebbero ripresi gli allenamenti. Scrive solo in tedesco e si limita quindi ad un’audience che richiede ai propri idoli di restare sempre sul pezzo. Pensate alla faccia di un tifoso Bayern di 50 anni che vede stravaccato Neuer a tavola come Ronaldo? Perfetta gestione del messagio in relazione al target, zero ispirational e 100% focused.

Neuer

Thomas Muller osa e pubblica un video di auguri. Conosco quasi niente di tedesco ma credo parli del 2015 e dei propositi per il 2016. L’idea è sicuramente buona ma il taglio da documentario “History Channel” non è sicuramente il massimo. Restiamo in atmosfera teutonica ma per un video del genere ci voleva dell’altro anche in quel contesto. Nel testo, al di là degli auguri, sottolinea anche lui il concetto di “Motivation” che il target richiede a presciendere come core di qualsiasi personal brand. Engagement ovviamente basso.

Muller
Lahm è il più “aziendalista” di tutti. Posta un’immagine con testo in inglese a cui aggiunge in tedesco una semplice frase di auguri. Anche lui rientra nell’efficienza teutonica e presenta i suoi valori in maniera chiaramente intellegibili: competenza e sicurezza. Faccia soddisfatta e serena, ma mai oltre, verso la contentezza latina. Il tone of voice è istituzionale e vuole rafforzare la consideration di cui gode pienamente il personaggio. L’obiettivo dei like è sicuramente raggiunto.

Lahm

Solo Lahm mostra riferimenti al proprio team. Sembra lui l’unico vero capitano.