Quella volta che hai scoperto un genio sportivo.

In questo periodo sono in fissa con Klaebo, fondista norvegese di 21 anni che in tecnica classica dà 100 metri di distacco a tutti, uno che sta sciando come si farà fra 10 anni. Quando vedi il genio sportivo te ne accorgi subito.
Il genio per me è quel talento assoluto a cui serve solo capire le regole di uno sport per essere eccezionale, essere il migliore con la naturalezza che quasi non ha bisogno del resto per diventare campione.
Altri geni sportivi negli ultimi anni che ricordo sono il pallavolista cubano Leon, visto a 16 anni dominare anche di testa le partite, Ben Simmons, che credo avrà un futuro scintillante in NBA, Ledecky, con la sua faccia da maestra elementare zitella senza dare speranze alle altre, Riner, impossibile da battere nel judo. Tutti questi la prima volta che li ho visti ho pensato che fossero dei geni.
Quando ti sei accorto che un determinato calciatore o atleta sarebbe diventato un vero genio sportivo?

Il nostro modello è in crisi. Londra ci farà svegliare?

Riemergo dal divano olimpico per sputare fuori una sentenza: lo sport italiano è in crisi. 
Miracolose le medaglie passate e future in questa Olimpiade o frutto di eccellenze che tutti i paesi bene o male hanno in qualche disciplina.
Per creare un’azienda efficiente bisogna investire molto, in strutture e personale. Nel risparmio spesso si creano inefficienze. Questa legge è così chiara che vale per tutto. Nello sport italiano abbiamo proprio questo problema.
Abbiamo buoni giovani, potenziali campioni, e grandi tradizioni. A chiudere il cerchio serve la gestione moderna dell’atleta, un investimento secco, forte, in strutture da mettere a disposizione, metodi per l’aggiornamento costante, diagnostica per la parametrizzazione di tutti i fattori, continue occasioni per il benchmarking e l’analisi comparata.
Domanda: quante volte un nostro judoka è andato in Giappone per partecipare ad un torneo locale? Un nostro allenatore è andato mai in Cina per fare uno stage di lavoro pagato dalla federazione? Perché non diamo la possibilità a Lodde e ai suoi allenatori di gareggiare più spesso contro Hancock nelle gare che fa in Nebraska?
Alcune volte forse ci è capitato (ricordo rapidi stage americani per nuotatori e velocisti dell’atletica) ma siamo ancora profondamente attaccati al nostro vecchio modello che si basava su due capisaldi: la tradizione che fa scuola e la contestualizzazione del campione straniero.
Per 30 anni abbiamo portato a casa i riferimenti e, studiandoli a fondo nel nostro contesto, abbiamo acquisito (oltre a dare ovviamente) know how fondamentale per creare il campione nostrano.
Penso ad esempio a quello che erano i campionati di pallavolo, pallanuoto, per l’Europa basket e calcio fino a 10 anni fa. Portavamo a giocare nel nostro paese i migliori atleti avendo di conseguenza grandi nazionali in questi sport. Oggi si va in Inghilterra per il calcio, in Russia per il volley e addirittura in Serbia e Ungheria per la pallanuoto.
L’altro nostro fiore all’occhiello era la storia sportiva legata ai territori. Contest di scherma, ciclismo, tiro, lotta, hanno punteggiato le piccole storie delle comunità locali e hanno portato alla luce i migliori talenti italiani. Oggi tanti di quei tornei addirittura familiari in alcuni casi, in altri con atleti internazionali attirati dal Belpaese, non ci sono più e manca lo scouting di base per beccare il campione potenziale.
Un modello è terminato perché non abbiamo più soldi pubblici e privati da distribuire al territorio per la costruzione di una squadra forte o per l’organizzazione di un torneo.
Quale sarà il futuro? Mi ributto sul divano per il momento.

Giochi del Mediterraneo 2009: le gare e gli atleti da seguire

Piccola guida per un uso responsabile dei Giochi del Mediterrnaeo (beati voi 15enni che siete in vacanza e potete sciropparveli)

Judo 90 kg: la sfida è tra le due grandi sorprese dei Giochi Olimpici 2008, la medaglia d’argento e orgoglio d’Algeria Amar Benikhlef e la medaglia di bronzo egiziana Hesham Mesbah. Tra i due si ricorda la grande finale degli All-African Games del 2007 svoltisi ad Algeri, con la vittoria “esterna” di Mesbah su Benikhlef. L’ultima vittoria di entrambi a Pechino è stata sul francese Dafreville, che potrebbero incontrare di nuovo a Pescara per un torneo di altissimo livello. Sempre nel judo, categoria 100 kg ci sarà Teddy Riner, campione mondiale ed europeo in carica, a Pechino solo bronzo perché battuto dall’uzbeko Tangriev, a sua volta sconfitto in finale dal giapponese Satoshi Ishii, tre anni più grande del francese (1986) e una agilità spaventosa.

110 stile libero uomini: Alain Bernard privato del record del mondo per il costume non omologato darà il meglio per affermare la sua legge. Sui 50 stile libero maschile il suo avversario più difficile è il connazionale Amarury Leveaux, argento a Pechino con una grande partenza dai blocchi. Nei 100 e 200 m rana invece l’attrazione è unica: Huges Duboscq, abbonato al bronzo olimpico e mondiale solo perché davanti a lui c’è il più forte ranista di tutti i tempi, Kosuke Kitajima, e altri, come il norvegese Alexander Dale Oen a Pechino, che hanno trovato la giornata giusta.

100 farfalla uomini: lo spauracchio di Phelpsotto battuto per un solo centesimo: Milorad Cavic scende in vasca per dimostrare di essere il nuovo riferimento della specialità (a 25 anni ormai è il momento).

Spada Uomini: è una delle gare più attese della manifestazione. La finale potrebbe essere la stessa di Pechino. Matteo Tagliariol, dopo il bagno di notorietà e fango de La Fattoria e Fabrice Jeannet, che in tv ci starebbe bene e non è detto che non ci vada. E da terzo incomodo lo spagnolo Jose Luis Abajo, terzo a Pechino.

Boxe 64 kg: messo sotto solo dal tremendo Manuel Félix Díaz, il francese Alexis Vastine ha buone possibilità di vincere il torneo dei welter leggeri con la sua boxe sbruffona per doppiare l’oro di Almeria 2005.

Carabina 50 m uomini: bella sfida all’ultimo colpo tra il bronzo olimpico sloveno Rajmond Debevec e il francese Valérian Sauveplane. E Marco De Nicolo potrebbe dire la sua.

Lotta 74 kg uomini: ci sarà Christophe Guenot, bronzo olimpico nella categoria superiore a quella dove il fratello Steeve ha imposto la sua legge al kirghizo Kanatbek Begaliev. Questo per quanto riguarda i francesi, mentre l’Italia schiera il campione olimpico della 84 kg greco-romana Andrea Minguzzi che se la deve vedere soprattutto con il turco Nazmi Avluca.

Nel sollevamento pesi i mediterranei sono molto indietro rispetto ad asiatici e caucasici, per cui l’unico grande nome presente ai Giochi è quello del francese Vencelas Dabaya,argento olimpico nella 69 kg dietro al cinese Liao Hui, una delle tante giovani belve del sollevamento pesi costruiti per l’appuntamento di Pechino (lui 1987, Lu Yong 1987 e Qinqquan Long addirittura 1990).

K2 500m uomini: preannunciato senza il sodale Saul Craviotto, il campione olimpico Carlos Perez si presenta a Pescara per dominare il kayak. Il nostro duo Facchin-Scaduto credo proprio che si deve accontentare della seconda posizione.

Nella ginnastica artistica uomini sono attesi gli italiani e soprattutto il francese Thomas Bouhail, secondo nel volteggio olimpico solo perché il polacco, di nove anni più vecchio, Leszek Blanik è stranamente esploso nel 2007 con il titolo mondiale di Stoccarda e l’oro olimpico. C’è anche l’altro transalpino Benoit Caranobe, addirittura bronzo in un concorso generale davvero impossibile con cinesi, giapponesi, russi, il tedesco Fabian Hambuechen, l’americano Jonathan Horton e il sudcoreano Taeyoung Yang.

Judo oltre i 78 kg donne: Scende sul tatami Lucija Polavder, seconda judoka olimpica a vincere una medaglia olimpica dopo Urška Žolnir ad Atene. Certo i Giochi del Mediterraneo senza la Tong e Tsukada sono proprio una passeggiata.

5000 e 10000m donne: a Pescara ci sarà Elvan Abeylegesse, la damigella del fondo mondiale, doppio argento olimpico dietro Tirunesh Dibaba, la regina incontrastata del fondo da 5 anni ricchi di vittorie e grandi prestazioni.

Skeet uomini: quello che era stato per anni il regno italiani, con Ennio Falco e Andrea Benelli, a Pechino ha visto l’ottima prova di bronzo del francese Anthony Terras. Ma gli italiani vogliono riprendersi lo scettro.

K2 500M donne: Marie Delattre e Anne-Laure Viard nel K2 500M non dovrebbero avere rivali. Ma c’è il tempo da tenere d’occhio per riuscire ad avvicinare le prestazioni delle due supercampionesse ungheresi Katalin Kovács e Natasa Janics.

Boxe supermassimi: Cammarelle porta il bandierone e la speranza di vincere facile il suo torneo.

Il primo

Qui si parla di uno che è stato il primo. Come se avesse messo il primo piede sulla luna o meglio, per quello che siamo stati nella storia del nuoto, il primo a mettere piede su Marte.

Poi sappiamo tutti che è stat fatto accomodare in un tramonto improvviso per colpa di un cuore strambo.

Però resta una magia che noi italiani non avevamo mai visto.