Storia del calcio olimpico (2)

L’Olimpiade parigina, abbinata e poi semplice succursale deportiva dell’Esposizione Universale, manifestazione che doveva lanciare l’uomo nuovo del secolo XX, si tenne dal 14 maggio al 28 ottobre 1900, con 997 atleti presenti per 24 nazioni partecipanti in 95 competizioni. Per la prima volta fu ammessa la partecipazione alle gare di 22 donne. I grandi protagonisti delle gare furono i francesi e gli statunitensi. L’americano Alvin Kerazlein vinse le gare dei 60 m, 100 m ostacoli, 200m ostacoli (grazie alla scavalcamento con la gamba di attacco all’ostacolo tesa, tecnica ancora in voga) e del salto in lungo. Un altro americano, Irving Maxter, vinse la gara del salto con l’asta e del salto in alto, arrivando secondo nelle tre specialità dei salti da fermo dietro a Raymond “Ray” Clarence Ewry, il quale colpito dalla poliomelite da bambino, si mise in piedi e divenne un incredibile saltatore grazie alla ginnastica isometrica, basata sulla contrazione dei muscoli senza il movimento. Il suo 3,47 m nel salto in lungo da fermo era ancora il record mondiale nel 1938, quando la specialità venne abolita. Quasi alla fine delle gare e tra la noia altezzosamente snob del pubblico parigino la prima partita olimpica di calcio si tenne il 20 settembre 1900 al “Velodrome Municipal de Vincennes”. Il Club Francais sfidava gli inglesi dell’Upton Park. Della gara, i giornalisti presenti parlano poco perché il football era semplice sport dimostrativo in quella manifestazione. Si accenna soprattutto alla superiorità britannica in questo sport poco propenso, si dice Oltralpe, alle anime e ai corpi francesi. La prima gara non ha davvero storia, la differenza è evidente. L’Upton Park aveva giocatori tecnicamente capaci e soprattutto tatticamente intelligenti, come il wing back William Sullivan Gosling (anche se in altri documenti il cognome è Grosling) e il centrocampista William Francis Patterson Quash. La partita, arbitrata dal francese Maignard, termina 4-0 per gli inglesi con reti di Turner, Zealley e doppietta di Nicholas. Per i francesi i giornali parlano di una stoica partita di Pierre Allemanne, difensore che poi diventerà una bandiera del Racing Club de France in cui giocherà dal 1902 al 1909 e in seguito del CASG Paris in cui giocherà dal 1909 al 1914. La seconda partita tra Club Francis e la Selezione belga, che viene giocata per decidere chi delle due squadre deve essere seconda ai campioni inglesi, si gioca il 23 settembre sempre al “Velodrome Municipal de Vincennes” ed è arbitrata dall’inglese Wood. In questa partita i francesi giocano molto meglio e si scrive che, aver giocato contro dei maestri di questo sport nella partita precedente ha dato a tutta la formazione del Club Francais nuova forza e ha fatto apprendere ai calciatori nuovi trucchi da mettere in campo per sconfiggere gli ingenui belgi. La partita termina 6-2 per i francesi con reti belghe di Spanoghe e van Heukelum (che era olandese) e reti francesi di sicuro di Peltier e quasi certamente di Fernand Cannelle (anche se non posso mettere la mano sul fuoco, in quanto mancano i tabellini con i marcatori e il CIO non ha più distinte né documentazione varia che interessa la partita). Cannelle diventerà negli anni il simbolo del Club Francis, avendo esordito con la squadra nel 1986, a 14 anni, e giocando nelle sue fila fino al 1922, a 40 anni, vincendo i campionati del 1899, 1900 e 1918 insieme a sei Coppe di Francia (1897, 1898, 1899, 1900, 1901, 1903). Finisce così il primo torneo olimpico, con la Gran Bretagna, grazie ai servizi minimi dell’Upton Park, che prende una medaglia d’oro, la Francia l’ argento e il Belgio il bronzo. Tutto questo solo metaforicamente, perché solo con Saint Louis 1904 iniziarono ad essere assegnate le medaglie al vincitore e agli altri due classificati.

Il calcio olimpico (puntata 1)

Dopo che nella prima edizione del 1896 equitazione, cricket e calcio (di cui si parla come sport olimpici nel “Bulletin du Comité International des Jeux Olimpiques” da cui prendono vita le Olimpiadi moderne) vengono esclusi per difficoltà di trasporto dei cavalli e per mancanza di concorrenti, a Parigi nel 1900 il calcio appare alle Olimpiadi sebbene come sport dimostrativo e quindi non computato nel medagliere ufficiale dei Giochi. L’idea iniziale che nel CIO serpeggiava da anni era trascinare a piccoli passi il calcio nel novero degli sport olimpici senza turbare la spocchia di parecchi nobili signorotti dello sport mondiale che vedevano il football come uno sport troppo violento e poco accademico. Per raffreddare gli animi sensibili soprattutto dei delegati mitteleuropei, si decise di far disputare alla Francia quattro partite “di vetrina” contro la Svizzera (16 settembre), il Belgio (23 settembre), la Germania (30 settembre) e l’Inghilterra (7 ottobre). Germania e Svizzera declinarono quasi subito l’invito per problemi di spostamento degli atleti, ancora tutti chiaramente dilettanti e con una lavoro che non volevano assolutamente gettare alle ortiche per una manifestazione collaterale all’Esposizione Universale. Di fonte alle ambasce del CIO, fu direttamente il comitato francese a cambiare la formula: il calcio restava sport d’esibizione, ma invece di far giocare squadre nazionali, si decise di invitare squadre di club su proposta delle Federazioni francese, inglese e belga. In questo modo si pensò bene che, se le squadre francese e belga avrebbero partecipato perché non c’era in ballo un torneo a più giorni ma una sola gara che non creava problemi di lavoro e spostamento per i loro calciatori, la squadra della Gran Bretagna avrebbe comunque risposto alla chiamata perché nell’Isola il calcio era già sport di massa e i footballers dei quasi professionisti che giocavano con continuità le loro partite (nel 1899-1900 l’Aston Villa vince la First Division con due punti di vantaggio sullo Sheffield United dopo 34 partite di campionato. Il grande protagonista è Billy Garraty, Golden Boot con 27 reti).
Le squadre di club invitate furono Club Français, Upton Park Football Club e Racing Club de Bruxelles. L’Upton Park Football Club, con la divisa sociale a righine sottilissime rosso e nere orizzontali, fondato nel 1866 era una squadra già storica, essendo una delle quindici squadre che parteciparono alla prima FA Cup tra il 1871 e il 1872. Per questioni economiche la squadra si era sciolta nel 1884, ma nel 1891 ricomparve e arrivò alle Olimpiadi di Parigi come squadra di vertice della Southern Alliance, una lega tra le squadre di Football del sud est dell’Inghilterra. Il Club Français era stato fondato il 13 settembre 1892 con il decreto prefettizio che ne sanciva l’esistenza, ma l’attività sportiva degli studenti universitari del “College Chaptal” e del “Lycée Janson-de-Sailly che lo componevano era iniziata già nel 1890. Nel 1896 la squadra, formata da tutti calciatori francesi, riuscì a battere la squadra angloamericana dei White Rovers e a vincere il campionato. L’anno precedente l’Olimpiade, il Club Français rifiutò di giocare la finale nazionale del campionato contro il Le Havre, sostenendo che nel regolamento il trofeo offerto da Gordon Bennett doveva premiare soltanto una squadra parigina, per cui la sfida contro il Le Havre non aveva ragione di essere disputata. Chiaramente la Federazione premiò il Le Havre come squadra campione di Francia. Il Racing Club de Bruxelles è stato fondato a Koekelberg nel 1890, in partenza club di atletica da cui deriva il suo nome Racing. L’anno successivo, l’Union belge de football dà il via al primo campionato (vinto dall’FC Liegi) a cui il Racing partecipa e che dominerà poi nel 1897.