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22 anni fa: Italia-Polonia 3-0, Baggio è ancora qui. Le immagini.

Come fai a dimenticare Italia-Polonia, giocata Napoli nel 1997? Cesare Maldini era arrivato da pochissimo e s’era già capito che avrebbe fatto volentieri a meno di Roberto Baggio.

Al suo esordio contro l’Irlanda del Nord non c’era e in attacco era titolare ancora il duo dell’ultimo Sacchi con l’Italia, Casiraghi-Zola.

Anche in Inghilterra, nella partita più dura del girone giocarono i due e il lancio di Costacurta per l’11 sardo diede ancora una volta ragione a Cesare.

Baggio vegetava in un Milan troppo pieno di campioni per poter dare un contributo costante. Per andare ai Mondiali bisognava superare in una sorta di doppio confronto diretto la Polonia, da affrontare il 2 e 30 aprile 1997.


A Chorzów niente di fatto, con Baggio ancora assente, a Napoli vinciamo bene. Segnano Di Matteo e Maldini e al 51’ entra Baggio. Gli bastano 10 minuti.

Recuperiamo un pallone a centrocampo, Dino Baggio lancia Roberto che si trova di fronte al portiere Wozniak. Io non ricordo gol sbagliati da Baggio in una situazione del genere.

Loro sono cambiati. Noi no.

Ormai quasi dieci anni fa scrissi un libro, “L’Europa nel pallone. Stili, riti e tradizioni del calcio europeo”, in cui descrivevo lo stile di gioco delle principali nazionali europee, legando la loro idea di gioco a riferimenti altri, come potevano essere la storia o le tendenze artistiche affermatesi in quella nazione.
Descrissi lo stile di gioco spagnolo come decorativo, raffinato e suadente, con i plus della capacità barocca di stordire e creare ammirazione, ma molte volte questo decorativismo eccessivo portava alla difficoltà pratica di andare in gol.
Da quel 2008, grazie a Guardiola e al furbo Del Bosque che lo ha paciosamente seguito, la Spagna è cambiata, non solo perché ha vinto. Ha portato all’estremo la sua caratteristica peculiare, la bravura nel tenere palla e farla muovere, ma ha cercato di risolvere anche la sua grande pecca, accelerando il ritmo di gioco e movimento palla, allargando tantissimo il campo chiamando alla conclusione i centrocampisti, non affidandosi ad un goleador alla Santillana per concludere la manovra, diluendo di molto le intemperanze alla Camacho e Sanchis. È stato un viaggio lungo e tortuoso ma ormai è un nuovo standard che tutte le nazionali spagnole applicano con ottimi frutti.
Sulla scia del guardiolismo imperante noi italiani abbiamo deciso due cose, una stupida, una giusta. Quella stupida è stata pensare di seguirli sulla loro strada, giocando “alla spagnola”. I risultati sono stati pessimi.
La cosa giusta è stata invece andare a ripescare quella che è stata la nostra rivoluzione, il sacchismo e proprio Sacchi in carne ed ossa, affidandogli la gestione tecnica delle nazionali. Uomini di Arrigo Sacchi e allenatori della sua scuola si sono affermati nelle varie nazionali come esperti di tattica e allenatori, cercando di creare il nostro modello di calcio nuovo.
Ieri sera, per Spagna-Italia semifinale Europei Under 21, i due percorsi sono arrivati ad un esame.
Gli spagnoli sono stati quelli che ci aspettavamo, con il loro standard mandato a memoria e dei veri e propri cloni di Xavi-Busquets-Iniesta a centrocampo. Possesso palla prolungato, ritmo alto nel movimento della palla, zero escrescenze caratteriali, grande linearità nel gioco sulle fasce, grande capacità di inserimento dei centrocampisti (Saul tripletta), senza un punto di riferimento in avanti. Il loro standard, appunto.
Noi abbiamo giocato bene nel primo tempo, forzando fisicamente il gioco, calando paurosamente nel secondo con il solito espulso per annebbiamento (un po’ come i vari Amoruso, Ametrano, Zola, Zambrotta ecc. nelle tante sfide del passato), il solito gioco arruffone sulle fasce, il solito tentativo di ripartenza non giocata ma che punta direttamente la porta, le solite sfide di velocità e resistenza con gli avversari, il solito gol del numero 10 che fa una serie di finte e tira da 20 metri trovando lo spiraglio, il solito numero 9 con le spallone che gioca dando le spallone suddette alla porta, la solita devozione totale nel santo portiere, infangato all’istante se non fa parate difficilissime se non impossibili (ma Donnarumma ha parato un tiro in questo Europeo?). Il solito per la Spagna, il solito per l’Italia. Ma il solito spagnolo è nuovo, il nostro solito è vecchio.
Di Biagio a fine partita era deluso per la sconfitta ma contento perché il suo vero obiettivo era far rinascere il calcio italiano. Non ha tutti i torti. In futuro possiamo contare su un grande trio di difensori centrali (Caldara, Rugani, Romagnoli), un centrocampista potenzialmente devastante (Pellegrini) e altri calciatori che ben accompagnati nella crescita potranno dare molto alla Nazionale (Berardi, Orsolini, Dimarco, Gagliardini, Mandragora, Donnarumma). Accanto e grazie a loro però dobbiamo cambiare atteggiamento, il percorso inziato da Sacchi è ancora molto lungo e la nostra nuova rivoluzione è ancora lontana.

Pronostici per il Natale estivo – Europei 2016

Euro-2016_FranciaIl gusto del Natale non è il 25 dicembre, ma il 13 dicembre, quando lo aspetti e sembra non arrivare mai. Stessa cosa per gli Europei che partiranno il 10 giugno ma è da un po’ che immaginiamo come sarà.
Faccio i miei pronostici per gli ottavi e vorrei parlarne un po’ con voi che aspettate il Natale estivo come me.
Per me saranno questi.

Svizzera-Polonia: a me la Polonia intriga parecchio, con Lewandowski-Milik farà divertire. I vari Glik e Błaszczykowski hanno fatto un campionato molto mogio. Potrebbero dare tutto dal 10 giugno in poi. Gli svizzeri sembra che abbiano dato già tutto. Ma Fabian Frei che fine ha fatto?

Spagna-Russia. La Russia è un’enigma perché farà di tutto per mettere le basi per il 2018. Potrebbe venir fuori Dzyuba ma c’è ancora poca roba. La Spagna arriva come sempre da regina, ma del Bosque deve scegliere fra Cholismo (magari più offensivo) e Guardiolismo.

Inghilterra-Irlanda del Nord: mamma mia che partita. Inghilterra secondo me fra le prime quattro e grande progetto di squadra del futuro (i due terzini del Tottenham spaccheranno). Mischiando Tottenham e un po’ di Leicester (anche se Kane-Vardy è complicato farli giocare insieme) si fa il botto. Irlanda del Nord de core.

Austria-Italia: una bella partita storica. Se fanno vincere la follia della coppia Arnautovic-Alaba è tosta superarli. Noi siamo lì, Conte ci farà correre parecchio. Se il blocco Juve di difesa arriva tonico, El Shaarawy vuole diventare grande e qualcuno segna possiamo divertirci.

Germania-Romania: non c’è partita e la Germania arriva almeno in finale se non prende la Francia in semifinale.

Belgio-Croazia: tutti dicono che il Belgio farà faville ma senza un Hazard mondiale si fermeranno presto. La Croazia sarà la solita sciarada. Guardare giocare Modric-Rakitic è sempre uno spettacolo.
Francia-Svezia: la Francia ha un centrocampo-attacco imbattibile e soprattutto giovane. La difesa però deve trovare un Varane finalmente leader altrimenti può perdere con Spagna, Germania e anche Inghilterra.

Galles-Portogallo: Bale contro Ronaldo e non è detto che passano i lusitani. Il Portogallo però, zitto zitto, può fare sempre il suo bell’Europeo.

La partita di volley più bella della storia

Amo il volley e oggi si gioca molto bene. Ma c’è una partita che non è dimenticabile. Montreal, 30 luglio 1976, giocano una Polonia che ha faticato non poco per arrivare a quella partita e l’URSS, il cui 3-0 sul tabellone è ormai una costante. Tutto sembra già scritto con la vittoria a favore degli uomini di Cesnokov e invece….