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Il senso di Helmuth per i rigori

Tutti più o meno conoscono Helmuth Duckadam per i rigori che parò nella partita di finale della Coppa Campioni 1986 tra Steaua Bucarest e Barcellona:

Ma la cosa pazzesca non è l’occasionalità della cosa, ma la costanza.
A memoria ricordo un suo rigore parato contro la Roma nel primo turno della Coppa Coppe 1984-85 ad Ubaldo Righetti

e ho letto del suo ritorno al Vagonul Arad dopo la grande vittoria di Siviglia (il perché credo sia meno leggendario del sentito dire. Il problema al braccio ce l’aveva davvero, il figlio del dittatore non ci azzeccava più di tanto).

La sua prima partita al Vagonul Arad è del 28 settembre 1989, in Coppa di Romania: due rigori parati e vittoria per 4-2. L’intera carriera di questo portiere è piena di rigori parati. Ho cercato ovunque il video di quest’ultima partita. Vorrei tanto vederlo.

Il più grande record di Messi

Messi_primo_rigore_procuratoUn paio di settimane fa, nella partita casalinga contro l’Atletico Madrid è successo qualcosa di straordinario, nel calcio in generale e in quello attuale ancora di più: Messi si è procurato il primo rigore della sua carriera in Liga.
Sono tanti anni che si vede Messi giocare e segnare e questa notizia non me l’aspettavo. Se mi avessero chiesto quanti rigori nella sua carriera fino a questo momento avesse procurato Messi, avrei detto almeno trenta. Invece, (ribadisco) incredibilmente, è il primo.
Questo dice un paio di cose sulla Pulce: prima di tutto che fino ad oggi è stato praticamente imprendibile. Beccarsi un rigore con i difensori che scorazzano oggi è, diciamocela tutta, molto facile: giocando a zona spesso devono chiudere spazi aperti e possono farlo soltanto correndo a tutta velocità verso zone dell’area di rigore scoperte oppure entrando in scivolata. Possibile che con tutto quello che ha dovuto sopportare Messi in questi anni, nessuno lo ha mai preso e atterrato? Vuol dire che non riuscivano nemmeno a prenderlo perché era troppo rapido, troppo diverso, troppo imprevedibile, qualcosa di mai visto.
Altra cosa: Messi è un calciatore con una, la chiamerei, dignità ludica ineguagliabile. Ma chi, come Messi, non avrebbe messo il piedino fra quelli di un difensore qualsiasi e ruzzolato neanche fosse morto? Lo fanno tutti, senza avere quella velocità e quella prontezza. Messi ti potrebbe indurre al fallo almeno 10 volte a partita. Ma lui ti fa allungare il piede o ti fa spostare con l’anca non per arrivare al contatto e buttarsi, ma per saltarti, per puntare alla porta e fare gol. Non si accontenta del massimo dall’occasione, vuole il meglio dal gioco.
Queste due cose insieme mi fanno riflettere su Messi. In questa sua corsa verso la cima maradoniana lo abbiamo fatto salire e scendere dall’ottovolante troppo rapidamente. Prima era il bimbo d’oro che mostrava miracoli e correva verso il trono del Diez, dopo il Brasile è il discendente campione che ha sfiorato il paradiso solo per un attimo.
Messi è qualcosa di grande, impossibile da prevedere in questi anni un po’ bui per quel che riguarda i fuoriclasse veri.
Godiamocelo tanto perché non ce ne sono troppi in giro come lui.