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Il nuovo Tiki Taka

Luis EnriqueEntrato a spron battuto nella lingua italiana, dopo che è uscita la notizia che sarà inserito nello Zingarelli 2016, il Tiki Taka, passando da Guardiola a Luis Enrique, è cambiato. Ecco quello che abbiamo visto di nuovo quest’anno durante Real Madrid-Barcellona.

Un tiki taka meno orizzontale, che muove di più la palla in verticale ed è alla ricerca di calciatori che muovendosi nello spazio ricevono palla puntando subito la porta. Con Guardiola si cercava molto più di allargare il gioco a destra e sinistra, ridando poi la palla al centro per entrare negli spazi aperti. Con il Barcellona di Luis Enrique il pallone sembra muoversi più lentamente nella fase di inizio azione, per poi accelerare in maniera “violenta” quando si decide di verticalizzare. Questo nuovo modello è un’evoluzione tattica creata anche insieme alle caratteristiche tecniche e tattiche dei calciatori. Non puoi pensare di far giocare da fermo Neymar e Suarez, facendoli correre troppe volte a vuoto. Luis Enrique ha subito capito che quei nuovi due bisognava farli correre verso la porta, con o senza palla. Anche così è nato il nuovo Tiki Taka.

 

Quanti GOAT stiamo ammirando?

Sergio_RamosLa finale di Champions League ha scritto una sentenza, per me inappellabile (anche se sto sfondando il campo del soggettivo senza freni): Sergio Ramos è il più forte calciatore di tutti i tempi nel suo ruolo (che per me è quello di terzino destro).
Lo so che queste cose non si fanno e non si dicono, lo so che tantissimi s’incazzeranno come le bestie, citandomi Djalma Santos, Suurbier, Neal o addirittura Gentile e Kaltz, so anche che non si possono fare paragoni e tutto il resto, ma la voglia di fare la squadra delle squadre non arretra di fronte ai rimproveri.
Potenza, velocità, capacità difensive eccezionali sia nell’uno contro uno che nel marcare a zona, competenza d’attacco mostruosa sia sui calci da fermo che nel gioco. Uno come Sergio Ramos nel suo ruolo non si è mai visto e fra 30-40 anni tutti lo ricorderanno come uno dei quattro difensori più forti di sempre (mi sono solo anticipato).
Seguendo Sergio, mi è venuta la voglia di scovare qualche altro GOAT vegeto e giocante. Ho spulciato un po’ tutti i miei file mentali e ho pensato solo ad altri due nomi. Uno certo: Andrés Iniesta. Nessun’altra mezzala o interno sinistro ha avuto la classe, la personalità ed è stato decisivo come il giocatore del Barça. A lui la maglia numero 8 della squadra delle squadre.
E poi c’è un dubbio, dal nome italiano: Gianluigi Buffon. Buffon è stato il miglior portiere di sempre? Qui non ho le idee troppo chiare. Per capacità atletiche e svolta epocale che ha dato al ruolo (le uscite basse mani avanti sono roba sua ed anche le deviazioni esplosive sulle palle basse sono sue idee atletiche. Prima i portieri tendevano o a bloccare o a respingere, lui la palla la proietta fuori dallo specchio della porta) sarebbe da GOAT, ma ha vissuto una fase molto strana del calcio italiano, rimanendo invischiato in squadre (Juve e Italia) altalenanti e incapaci di segnare un’epoca attorno a lui. Buffon è stato stella meravigliosa in un calcio che si appannava, con pochissime idee, molto confuse perché in cerca di mode tattiche senza identità. È stato sfigato, ma ha questo Mondiale da giocarsi. Se l’Italia dice qualcosa di nuovo a tutti e lui è decisivo, la maglia numero 1 dei GOAT può ancora essere sua.