Rensenbrink-Haan come Mertens-Callejon. Come si sfrutta quello spazio da 43 anni.

Il gol di Callejon contro la Lazio mi ha creato uno di quei collegamenti che sono il bello del fare tardi la notte. Mertens con la palla, taglio forte e velocissimo di Callejon. Assist perfetto sulla corsa e lo spagnolo può tirare in porta e battere Strakosha.
30 agosto 1976, finale di Supercoppa europea fra Anderlecht e Bayern Monaco. Sul 2-0 per i belgi, Rensenbrink tiene palla sulla sinistra intorno ai 30 metri dalla porta. Visto un corridoio libero, Hann ci si infila a tutta velocità, proprio come Callejon. Come Mertens, Rensenbrink lo vede e lo serve al bacio, Haan controlla e segna, sul primo palo, proprio come il napoletano. Rensenbrink e Haan, esempio lampante dell’utilizzo dello spazio con un movimento senza palla. 43 anni prima di Mertens-Callejon.

RENSENBRINK-HAAN – MINUTO 1.46

 

MERTENS-CALLEJON – MINUTO 1.15

La passione per il calcio ai tempi dei campionati finiti già ad aprile

In Inghilterra il campionato è finito e lo ha vinto il Manchester City.
In Germania il campionato è finito e lo ha vinto il Bayern Monaco.
In Olanda il campionato è finito e lo ha vinto il PSV.
In Francia il campionato è finito e lo ha vinto il PSG.
In Spagna il campionato è praticamente finito e lo vincerà il Barcellona che ha 11 punti sulla seconda.
In Italia solo un Napoli e un Sarri straordinari ci danno ancora un campionato che però domenica può terminare.

Non ho altro da aggiungere a questo lamento. Ripeto da tempo che se togli la competizione serrata al calcio è più divertente vedere una gara di torte in faccia.

Quanto e dove giocano quelli dell’Under 20? Matematica e incazzatura.

Dopo Italia-Svezia ne ho sentite tante sui giovani: devono giocare, devono giocare se meritano, dovrebbero esserci stranieri migliori per insegnare ai nostri giovani e tanto altro. Non avendo una mia idea chiara, mi sono affidato alla matematica (niente di che, per carità, solo delle moltiplicazioni).
I giovani migliori l’anno scorso hanno disputato i Mondiali Under 20. Ho preso per la Francia i calciatori che hanno giocato Italia-Francia (ottavi) e per Italia e Inghilterra i titolari che si sono sfidati in semifinali e ho moltiplicato x3 il numero delle presenze che i singoli calciatori hanno nella prime serie, x2 il numero delle presenze in seconda serie e x1 quelle in terza serie.

I risultati sono:

ITALIA: 256

INGHILTERRA: 324
FRANCIA: 432

Quindi i calciatori italiani, terzi al Mondiale, hanno fino ad oggi giocato meno e in categorie inferiori rispetto ai colleghi inglesi e francesi.
Al di là di tutto, io mi fermerei alla matematica. Incazzandomi.

In Italia solo una cosa è a tempo indeterminato: l’essere giovani

Ieri mentre guardavo United-City ho pensato ad Alessandro Florenzi attore.
Florenzi è nato l’11 marzo 1991. Nella partita decisiva per il campionato migliore e più ricco al mondo 10 calciatori su 22 erano più giovani di Florenzi.
All’inizio di quest’anno per lanciare l’ennesimo campionato che vincerà la Juventus, Sky ha creato la campagna #Nuovoinizio inserendo nello spot una serie di calciatori considerabili come giovani su cui il calcio italiano deve ricominciare a farsi sentire nel mondo.
Al di là di quello che è accaduto con la Nazionale, la cosa che più colpisce è l’idea italiana che si è giovani a tempo indeterminato, mentre ad essere determinato è tutto il resto intorno.
Quando ero all’università un mio amico che non riusciva a prendere la cattedra perché c’era un 70enne che non voleva andare in pensione mi disse che a 42 anni si era rotto il cazzo di essere giovane.
E i calciatori italiani che ne pensano?