Vuoi vedere che torna il contropiede?

ranieri_leicesterNon è corretto e non mi piace trarre conclusioni da poche evidenze, ma dopo aver visto le ultime due partite del Leicester e Juventus-Napoli mi è tornato in mente un vecchio amico che pensavo fosse ormai scomparso: il caro e mai dimenticato amico contropiede.
Sacchi, come tanto tanto altro, ne ha cambiato i connotati, non solo dandogli un altro nome, ripartenza, ma cambiandone la logica: la ripartenza non è più gioco d’attacco in velocità che scatta quando la squadra in difesa entra in possesso palla ed ha spazi dopo aver difeso passivamente. La ripartenza nasce da una difesa attiva, il pressing, e scaturisce premeditatamente per sfruttare gli squilibri della squadra attaccante.
Il contropiede-ripartenza ha fatto poi un po’ di giri fino ad arrivare a Barcellona da Guardiola, il quale ha radicalizzato la filosofia che c’è dietro la ripartenza sacchiana, creando contropiede nella metà campo avversaria. La logica diventa: non serve più attendere l’attacco avversario per far scattare il contropiede dopo aver recuperato la palla con il pressing. Il pressing stesso serve per non far attivare nessuna azione d’attacco alla squadra avversaria e far muovere il contropiede ad inizio azione avversaria, anche se gli spazi sono ancora bloccati. Guardiola e il Barcellona questa cosa riuscivano a permettersela grazie al fatto che con la tecnica individuale di tutti non serviva un grande squilibrio nella difesa avversaria per trovare spazi e creare azioni pericolose, ma bastava davvero poco.
Nelle tre partite indicate sopra, ma anche in tante altre a cui ho assistito quest’anno, ho notato una leggera ma notevole sfumatura dell’applicazione guardiolana. Siamo tornati ad attendere gli avversari nella nostra metà campo, creando grande densità tra i 40 e 30 metri dalla propria porta. È in questa fascia di campo che si fa pressing selvaggio e ci si apre ad un contropiede alla vecchia maniera, fatto di corsa, lanci medio-lunghi e inserimenti.
Dato tutto quello di cui sopra e posto che Juve e Leicester sono prime nei rispettivi campionati, vuoi vedere che bisogna rispolverare un po’ di Nereo Rocco per vincere?

La giusta distanza

Bayern_RomaSiamo lontani 6 gol. Sicuramente al ritorno la Roma non ne prenderà tanti ma il calcio italiano migliore è a questa distanza dal miglior calcio mondiale. Martedì si è visto che siamo lontani per tanti motivi: il primo è per mancanza di strategia. Il nostro calcio non sa uscire da pochi e conosciutissimi canovacci. Martedì serviva difesa e ripartenza selvaggia, invece la Roma voleva giocare come ha fatto col Chievo. Gli allenatori in Italia non hanno bisogno di grandi aggiornamenti strategici e questo si vede quando giochiamo contro gli altri.
Tecnicamente i calciatori degli altri paesi sono completi. Alaba non è un unicum. In Spagna quasi tutte le squadre hanno difensori totali, per non parlare dei centrocampisti e del lavoro che fanno gli attaccanti. Noi costruiamo ancora troppe specializzazioni senza più nessun valore nel calcio di oggi.
Tatticamente i calciatori non hanno capito nulla, fino all’ultimo minuto. Tutto è saltato con i gol a raffica ma la Roma non si è mai ritrovata in campo.
Per arrivare al Bayern di oggi devono passare almeno due generazioni e l’Italia deve sfornare grandi talenti in casa che facciano venire la voglia ai grandi allenatori di venire qui. Senza grandi calciatori nostri non ci saranno più grandi squadre. Anche se arriva lo sceicco non fa una grande squadra in Italia almeno nel medio termine.

Il Barcellona ha creato mostri

Napoli_Parma
Napoli_Parma
Il Barcellona ha creato mostri

Nell’ultimo weekend ho visto con attenzione solo due partite: Manchester City-Tottenham e Napoli-Parma. Nei due match il Tottenham e il Napoli hanno giocato in maniera molto simile, tenendo palla per buona parte della partita, come da intoccabile dogma barcelonista. Ma se il Barcellona vince 4-0, perdendo dopo anni la percentuale di possesso palla in un match, qualcosa vuol dire.

Dal prototipo nascono come sempre epigoni buoni e giusti e copie sballate. Il Bayern Monaco e soprattutto il Borussia Dortmund sono copie forse migliori dell’originale (vediamo nel lungo termine) grazie alla loro ferocia atletica legata ad un movimento palla molto semplice ma efficace (il Bayern poi per stare tranquillo si è preso il maestro e ha risolto).

Il Napoli e il Tottenham di questo weekend sono invece copie assolutamente sballate del tiqui taqua. Ad un fraseggio prolungato e costante sono mancate verticalizzazioni, pressing e gioco senza palla. Tutti passavano la palla all’indietro e nessuno ha provato il dribbling per paura di stravolgere il ritmo di gioco impostato sul passing cadenzato. I risultati delle due partite li conosciamo e aprono una discussione: il Barcellona ha creato (anche) mostri?

La tonante noia della Serie A

Gonzalo Higuain | Napoli-Atalanta 2-0

Gonzalo Higuain | Napoli-Atalanta 2-0
Esultanza Gonzalo Higuain | Napoli-Atalanta 2-0
La noia rumoreggia sotto la scogliera. Siamo su un promontorio, desolato, al tramonto, di fronte al mare. All’orizzonte lidi incantati si stagliano. Sotto di noi il mare biancheggia e soffia, verdeggiando e profumando. Tutto sembra quello che aspettavamo, l’orizzonte guardato e finalmente raggiunto… eppure… eppure….eppure nel campionato italiano predomina la noia, la tonante noia vista a Milano, Napoli e Torino (prima dei fuochi finali dovuti al casino ovviamente arbitrale).

Colpa del troppo vedere forse? Infagottati dalla mattina alla sera di partite straniere dove i piccoli non si chiudono, i grandi hanno 20 azioni da gol a partita e le medie la mettono su fraseggi non “ordinati” (parola d’ordine della medietà italiana) ma creativi, il nostro calcio è ancora una volta uno sport di omaccioni (Yepes, Lucchini, Stendardo sabato sembravano marinai del ‘600) che chiedono ai 90 minuti solo un po’ di fortuna, mai meriti.

Sono arrivati campioni con altre mentalità e pedigree, noi, malinconici, aspettiamo ancora davanti al mare.