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Quando Kaltz faceva cose che oggi fa Marcelo

Oggi esaltiamo giustamente i laterali difensivi che entrano nel campo e si sostituiscono alla mezzala o addirittura alla punta esterna. In un altro post ho parlato, pensando a quanto viene estremizzato questo concetto da Sarri con Marcos Alonso, di falso tres, perché ormai il vecchio terzino non deve più “arare” la fascia, come da consueta definizione, ma avere compiti spesso molto importanti di regia e rifinitura, occupando e liberando spazi che sono sempre più importanti per le squadre contemporanee.
Detto questo, qualche giorno fa mi è capitato di vedere la partita di un terzino che nel 1980 già faceva cose del genere. Non è brasiliano, anche se ricordo momenti di Brasile-Italia 4-1 del 1970 in cui Carlos Alberto aveva un’intepretazione del ruolo molto più larga, perché penso che uno dei primi che abbia ridefinito la specie è Manfred Kaltz, terzino destro dell’Amburgo e della Germania Ovest.
L’azione che volevo sottolinearvi inizia nel video seguente al minuto 1:45 dell’amichevole Svizzera-Germania Ovest.
Rummenigge si abbassa da mezzala, smarca Kaltz di tacco che in teoria è il numero 2, ma fa il regista a tutti gli effetti. Ha questi compiti perché altri giocatori polidimensionale come Magath, Hansi Muller e Briegel scalano le posizioni per coprirne le scorazzate. Il suo movimento ad entrare nel campo stordisce così tanto il centrocampo elvetico che ha tutto il tempo per capire lo spostamento di Hrubesch, utilizzarlo come sponda di testa, per appoggiare su Muller con la porta spalancata davanti a sé. L’azione è splendida e tutto inizia con un movimento del laterale difensivo che oggi è sempre più utlizzato.

Basta con gli esterni invertiti

donadoni_ala_destraCome e quanto è cambiato il calcio in questi ultimi 20 anni è evidente. Io ho visto un po’ tutto (cacchio, sembra una riflessione da veterano), perché quando ho visto le prime partite della mia vita il battitore libero sembrava qualcosa di intoccabile e invece guardate oggi dove siamo.
Oltre a vedere tutti i cambiamenti, li ho anche accettati, anzi ben voluti, esaltandone al bar l’importanza.
Solo una cosa mi è sempre stata antipatica: l’inversione delle ali o addirittura dei terzini, diciamo degli esterni in generale.
Da Zaccheroni in poi, l’idea che l’esterno che gioca di destro deve giocare a sinistra e quello che gioca di sinistro deve giocare a destra è ormai un dogma codificato del calcio, al quale tutti, anche i tecnici più innovativi come Guardiola e Conte, sottostanno in silenzio.
Poi però mi capita di vedere Liechtenstein-italia e ti accorgi che c’è qualcosa che non va. Tutte le azioni di attacco che abbiamo portato sulla sinistra con De Sciglio e Bonaventura perdevano di ritmo perché a giocare in quella posizione c’era un giocatore di piede destro che doveva utilizzare un tempo di gioco in più per spostarsi il pallone sul piede forte e crossare o servire le punte. A causa di questo tempo di gioco perso la difesa ripiegava in velocità e schermava tutte le azioni che da quel passaggio venivano fuori. Termino il sabato sera con questo grattacapo e guardo le partite della domenica, in cui un fantastico cross di sinistro di Ricardo Rodriguez dalla fascia sinistra viaggia a grande velocità sulla testa di Stephan Lichtsteiner che incoccia e fa il 2-0 sulle Fær Øer.
Metto le due cose insieme e mi chiedo: ma abbiamo davvero bisogno degli esterni invertiti oppure il dogma è valido solo per chi può schierare Eden Hazard o David Silva e pochi altri giocatori sulla faccia della terra? Perché non ritorniamo alle posizione classiche, ricreando e ridando importanza alle ali che trovano il fondo e crossano con il loro piede forte, senza far perdere ritmo al proprio attacco e dando la possibilità ai centravanti di sfruttare il loro primo movimento nello smarcarsi invece di sperare sempre che i due centrali siano mal posizionati per far capitare (per puro caso) la palla al centravanti stesso che si slaccia dalla marcatura non cercando l’anticipo?
Tante cose non servono più nel calcio ma un’ala destra alla Donadoni sono sicuro che possa ancora essere molto utile. Sempre se i Donadoni di oggi non li fanno giocare a sinistra.

Il motivo in più: Russia-Slovacchia, Romania-Svizzera, Francia-Albania.

Kaceli_quadroRUSSIA-SLOVACCHIA
La Primavera di Praga ha riguardato ovviamente tutta l’allora Cecoslovacchia, tanto è vero che il termine slovacco per indicarla è: “Pražská jar”. Anzi, dirò di più, Alexander Dubček, il padre filosofico e politico del tentativo di cambiamento, è nato e cresciuto anche politicamente a Uhrovec, una cittadina nella regione di Trenčín, in Slovacchia. Al di là delle riforme in ambito economico e sociale che volevano allontanare il paese dal comunismo ortodosso sovietico, gli uomini della Rivoluzione volevano già in quella fase dividere la Cecoslovacchia in tre nazioni differenti, Boemia, Moravia-Slesia e Slovacchia.
Quando i carri armati sovietici annullarono tutte le riforme e spensero tutte le speranze, il governo fu affidato ad un altro slovacco, Gustáv Husák, che provvide a normalizzare il paese e a riportare tutto sotto l’egida soffocante dell’URSS.

ROMANIA-SVIZZERA
Rimaniamo in ambito anti-comunista e parliamo di Oliviu Beldeanu, attivista politco rumeno, in esilio, che insieme ad altri complici causò il famoso ”Incidente di Berna”, quando nel 1955 organizzò l’attacco e l’occupazione dell’Ambasciata romena in Svizzera. Il ”colpetto” di Stato all’ambasciata si risolse con un morto (l’austista dell’ambasciata) e l’arresto di tutto il team Beldeanu, rilasciato però prima dei 4 anni previsti dalla pena. Purtroppo per lui qualche anno dopo fu tradito e preso prima dai tedeschi dell’Est e poi portato a Bucarest dove fu condannato a morte.

FRANCIA-ALBANIA
E allora già che ci siamo, chiudiamo il trittico anticomunista parlando anche di Sadik Kaceli, pittore albanese, così stimato da Henri Matisse che fece carte false per portarlo a Parigi a studiare all’Académie des Beaux-Arts. Tornato a Tirana divenne noto soprattutto per i ritratti che invece del realismo monolitico e piatto che il socialismo imponeva, erano pieni di verità. Nei quadri di Kaceli ci sono le rughe più belle e vere della storia dell’arte.

Pronostici per il Natale estivo – Europei 2016

Euro-2016_FranciaIl gusto del Natale non è il 25 dicembre, ma il 13 dicembre, quando lo aspetti e sembra non arrivare mai. Stessa cosa per gli Europei che partiranno il 10 giugno ma è da un po’ che immaginiamo come sarà.
Faccio i miei pronostici per gli ottavi e vorrei parlarne un po’ con voi che aspettate il Natale estivo come me.
Per me saranno questi.

Svizzera-Polonia: a me la Polonia intriga parecchio, con Lewandowski-Milik farà divertire. I vari Glik e Błaszczykowski hanno fatto un campionato molto mogio. Potrebbero dare tutto dal 10 giugno in poi. Gli svizzeri sembra che abbiano dato già tutto. Ma Fabian Frei che fine ha fatto?

Spagna-Russia. La Russia è un’enigma perché farà di tutto per mettere le basi per il 2018. Potrebbe venir fuori Dzyuba ma c’è ancora poca roba. La Spagna arriva come sempre da regina, ma del Bosque deve scegliere fra Cholismo (magari più offensivo) e Guardiolismo.

Inghilterra-Irlanda del Nord: mamma mia che partita. Inghilterra secondo me fra le prime quattro e grande progetto di squadra del futuro (i due terzini del Tottenham spaccheranno). Mischiando Tottenham e un po’ di Leicester (anche se Kane-Vardy è complicato farli giocare insieme) si fa il botto. Irlanda del Nord de core.

Austria-Italia: una bella partita storica. Se fanno vincere la follia della coppia Arnautovic-Alaba è tosta superarli. Noi siamo lì, Conte ci farà correre parecchio. Se il blocco Juve di difesa arriva tonico, El Shaarawy vuole diventare grande e qualcuno segna possiamo divertirci.

Germania-Romania: non c’è partita e la Germania arriva almeno in finale se non prende la Francia in semifinale.

Belgio-Croazia: tutti dicono che il Belgio farà faville ma senza un Hazard mondiale si fermeranno presto. La Croazia sarà la solita sciarada. Guardare giocare Modric-Rakitic è sempre uno spettacolo.
Francia-Svezia: la Francia ha un centrocampo-attacco imbattibile e soprattutto giovane. La difesa però deve trovare un Varane finalmente leader altrimenti può perdere con Spagna, Germania e anche Inghilterra.

Galles-Portogallo: Bale contro Ronaldo e non è detto che passano i lusitani. Il Portogallo però, zitto zitto, può fare sempre il suo bell’Europeo.