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Come usare le fasce. La solita lezione di Real-Barca

James Rodriguez Officially Unveiled At Real MadridOgni anno sembra di assistere ad una nuova lezione. Real Madrid-Barcellona e viceversa crea ogni volta un tavolo nuovo di discussione, ogni incontro porta un centimetro più in là l’evoluzione calcistica. L’ultima partita dello scorso anno era stata una lectio magistralis sulla sapienza tecnica abbinata alla difficoltà di superare avversari compatti con le linee di difesa e di centrocampo. Le due squadre abbassavano subito le due linee e Ronaldo e Messi ci hanno incantato, mostrandoci come lo schermo totale oggi non è possibile perché basta veramente uno spazio molto piccolo per creare instabilità nelle difese.
Quest’anno invece il Real Madrid ci ha spiegato come devono essere sfruttate e da chi nel futuro le fasce laterali. Non servono più gli specialisti di fascia (ma questo era così già da un po’) e neanche i centrocampisti tattici che sanno fare con quantità e presenza le due fasi, oggi servono campioni assoluti che sappiano giocare un calcio di una totalità imbarazzante. Un po’ come Robben martedì con la Roma, Rodriguez e Isco hanno preso in mano una parte di campo dominandola nella sua interezza, senza far sentire mai alla squadra la necessità di un altro uomo per coprire quella zona di campo. Sia in attacco che soprattutto in difesa erano completamente a loro agio, lavorando senza nessuna sbavatura tattica da difensori e con grande qualità tecnica e velocità di inserimento una volta che andavano in attacco. Il terzo gol è il manifesto: Isco difende, chiude la linea di passaggio e poi pressa, Iniesta si impappina e Isco e lì per servire l’attaccante che accorcia. Ronaldo apre il gioco a Rodriguez che tre secondi prima chiudeva su Mathieu. Rodriguez, dopo più di un’ora di partita sfiancante e una corsa di 70 metri, in un solo movimento stoppa e da in profontià a Benzema che fulmina Bravo. Un gol straordinario per tempi e tocchi. Tutto sembra estremamente semplice ed invece è di una complessità incredibile.
Ieri abbiamo visto un utilizzo delle fasce totalmente nuovo con giocatori di altissima qualità, che possiamo definire secondo il vecchio glossario seconde punte, giocare da esterni totali con una sapienza del gioco e delle due fasi veramente assoluta.
Poi è inizata Sampdoria-Roma e vedevo ancora il terzinaccio che cerca il cross dal fondo.

Il Barcellona ha creato mostri

Napoli_Parma
Il Barcellona ha creato mostri

Nell’ultimo weekend ho visto con attenzione solo due partite: Manchester City-Tottenham e Napoli-Parma. Nei due match il Tottenham e il Napoli hanno giocato in maniera molto simile, tenendo palla per buona parte della partita, come da intoccabile dogma barcelonista. Ma se il Barcellona vince 4-0, perdendo dopo anni la percentuale di possesso palla in un match, qualcosa vuol dire.

Dal prototipo nascono come sempre epigoni buoni e giusti e copie sballate. Il Bayern Monaco e soprattutto il Borussia Dortmund sono copie forse migliori dell’originale (vediamo nel lungo termine) grazie alla loro ferocia atletica legata ad un movimento palla molto semplice ma efficace (il Bayern poi per stare tranquillo si è preso il maestro e ha risolto).

Il Napoli e il Tottenham di questo weekend sono invece copie assolutamente sballate del tiqui taqua. Ad un fraseggio prolungato e costante sono mancate verticalizzazioni, pressing e gioco senza palla. Tutti passavano la palla all’indietro e nessuno ha provato il dribbling per paura di stravolgere il ritmo di gioco impostato sul passing cadenzato. I risultati delle due partite li conosciamo e aprono una discussione: il Barcellona ha creato (anche) mostri?

Come far giocare Balotelli ai Mondiali?

Matri e Balotelli
Matri e Balotelli

In uno dei post sotto ho scritto di quello che sarà per me l’Italia “brasiliana”. In base al materiale utilizzabile ad oggi mi resta la stessa idea, ma solo chi non ha occhi non è stato raggiunto domenica sera da un’evidenza assoluta: Balotelli ha fatto faville contro il Napoli, giocando la partita migliore (dal punto di vista tattico, dei movimenti d’attacco e della pericolosità individuale) della sua carriera. Proprio in questa partita ha sbagliato il suo primo rigore, ma guarda te. Balotelli è stato immarcabile. Superava la difesa del Napoli portando palla in velocità, servito sulla corsa dai compagni, da fermo, con lo specchio della porta quasi sempre aperto per il suo destro. Ovviamente tutto questo è successo perché vicino aveva un centravanti fisico che ha giocato per 90 minuti spalle alla porta, non essendo mai pericoloso in proprio. Un uomo d’attacco completamente nullo dal punto di vista delle possibilità realizzative, perché esclusive di Balotelli (bravi a vendere Boateng, a questo punto inutile), ha dedicato ogni sua giocata a liberare spazi e ad impegnare uomini per liberare Mario, il quale poteva giocare fronte alla porta e svariare poco sull’esterno a caccia della palla. La palla infatti arrivava da appoggi semplici di Matri spalle alla porta o da passaggi corti dei centrocampisti a 30 metri dall’area napoletana. Bastava una sgommata e Mario era in zona gol.

La prestazione di domenica Prandelli l’ha vista e ora nasce il dilemma: se vogliamo far rendere al meglio Mario Balotelli ai mondiali, dobbiamo accoppiarlo con un centravanti forte che faccia tutto il lavoro sporco e avvicinargli almeno due mezzeali che sappiano servirlo quando libero. Per le mezzeali tutto ok, sono perfette Montolivo e De Rossi (anche Verratti interno si gioca le sue carte) ma resta il problema centravanti. Giuseppe Rossi, come invece dicevo nel post sotto, è l’esatto contrario rispetto a questa idea, Osvaldo svaria troppo e non sa creare spazi, il trio con le ali (El Sharrawy-Cerci-Candreva, uno dei due con Mario) isola troppo Balotelli, Gilardino non regge più la pressione fisica dei due centrali difensivi. Per pensare ad un Balotelli come quello di domenica bisogna giocare con un centravanti forte, in grande forma e poco goleador. Se fossi in Prandelli mi terrei caldi Matri e Amauri. Uno dei due in Brasile ci va.