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Quando Kaltz faceva cose che oggi fa Marcelo

Oggi esaltiamo giustamente i laterali difensivi che entrano nel campo e si sostituiscono alla mezzala o addirittura alla punta esterna. In un altro post ho parlato, pensando a quanto viene estremizzato questo concetto da Sarri con Marcos Alonso, di falso tres, perché ormai il vecchio terzino non deve più “arare” la fascia, come da consueta definizione, ma avere compiti spesso molto importanti di regia e rifinitura, occupando e liberando spazi che sono sempre più importanti per le squadre contemporanee.
Detto questo, qualche giorno fa mi è capitato di vedere la partita di un terzino che nel 1980 già faceva cose del genere. Non è brasiliano, anche se ricordo momenti di Brasile-Italia 4-1 del 1970 in cui Carlos Alberto aveva un’intepretazione del ruolo molto più larga, perché penso che uno dei primi che abbia ridefinito la specie è Manfred Kaltz, terzino destro dell’Amburgo e della Germania Ovest.
L’azione che volevo sottolinearvi inizia nel video seguente al minuto 1:45 dell’amichevole Svizzera-Germania Ovest.
Rummenigge si abbassa da mezzala, smarca Kaltz di tacco che in teoria è il numero 2, ma fa il regista a tutti gli effetti. Ha questi compiti perché altri giocatori polidimensionale come Magath, Hansi Muller e Briegel scalano le posizioni per coprirne le scorazzate. Il suo movimento ad entrare nel campo stordisce così tanto il centrocampo elvetico che ha tutto il tempo per capire lo spostamento di Hrubesch, utilizzarlo come sponda di testa, per appoggiare su Muller con la porta spalancata davanti a sé. L’azione è splendida e tutto inizia con un movimento del laterale difensivo che oggi è sempre più utlizzato.

Sarà di nuovo il Mondiale di un terzino?

Soccer - FIFA World Cup Final 1982 - Italy v West Germany - Santiago Bernabeu StadiumNella mia nuova rubrica maniaco-predittiva, Come sarà Brasile 2014?, ho una nuova profezia questa volta vichiana. Un Mondiale sì ed uno no, nella migliore tradizione degli eterni ritorni, ad essere grande protagonista si erge un terzino. Se partiamo dal 1974, è accaduto che Breitner ha segnato un gol in finale oltre a giocare meglio degli olandesi, Cabrini ’82, altro rigore stavolta sbagliato in finale e predominanza di fascia assoluta, Brehme ’90, gol in finale oltre a sapienza calcistica impareggiabile, Thuram ’98 eroe a sorpresa di una smifinale che sembrava più facile, Grosso ’06 che ha ballato un’estate indimenticabile.
Chi sarà il terzino-eroe di quest’anno? Io butto lì solo due nomi: Zabaleta o De Sciglio: Secondo voi?

Le catene

Djalma-Santos-GarrinchaMi intriga tanto un termine nuovo (dicono che ne parlava già Sacchi ma io non ricordo). Il termine è catene di fascia, ovvero, per farla alla Mondonico, l’accoppiata terzino-ala sia a destra che a sinistra.
C’è tutto un discorso parascientifico sull’importanza delle catene nel calcio contemporaneo e seguendolo mi ci sono appassionato. E la domanda mi è autosorta subito: quando ancora non c’erano le catene, quali sono state le migliori ditte terzino-ala della storia? Ne butto lì cinque, e vado senza almanacchi ma solo per impressioni rimaste impresse.

1- Djalma Santos – Garrincha

Qui c’era veramente tutto. Forza e meraviglia con attenzione anche alla difesa. Impossibile replicare.

2 – Kaltz – Littbarski

Hanno vinto e soprattutto perso con la Germania però avevano una sincronia meravigliosa.

3 – Tassotti-Donadoni

La prima (da quel che si dice) catena che sapeva di essere tale. Tutto schematicamente fantasioso tra i due. Ho una verità: Donadoni è troppo sottovalutato, ha vinto molte partite da solo.

4 – Neal-Keegan

Due stantuffi da 90 minuti e più. Non li fermavano mica un paio di avversari.

5- Gentile-Causio

La catena diversa, dove mancava uno, riempiva l’altro. Perfettamente indivisibili.