In tre parole Gareth Bale è il silenzio del tuono, una lancia d’acciaio lanciata nel campo avversario che fende e scioglie senza sconquassi. Il suo avo ispiratore è Bran il Bendetto, gigante della mitologia gallese che attraversa di corsa il mare per salvare l’onore della sorella.
Ed un placido lago è sembrata la difesa del Norwich in una freschina sera di dicembre.
Bale è l’assalto celebrale, forza ragionata (direbbe anche Ogilvy), degno discendete del dio della poesia e della profezia, capace di sognare e distruggere con la stessa leggerezza.