C’è vita insieme a Buffa e di sicuro oltre i salotti sportivi parecchio paludati di questa miserrima serie A (guarda, meglio la B, c’è molta più vita). L’ho trovata nella trasmissione radiofonica di Massimiliano Graziani e Paolo Zauli, Extra Time. Ho ascoltato la puntata dedicata ai portieri e mi rifarò con le altre in podcast. Centrale e calibrata alla perfezione è la scelta del ritmo dato alla trasmissione. Grazie allo sprint radiofonico, Graziani crea un tessuto fatto di rimbalzi continui fra spunti, voci dei protagonisti, aneddoti e dati. Tutto questo crea una trasmissione che bevi con estremo piacere senza mai sbadigliare, e ti accorgi della bontà di un prodotto nuovo (secondo me non solo nel mondo della chiacchiera sportiva).
Mentre lo ascoltavo ho pensato ad un termine: l’alter-Buffa, non tanto per quel riguarda il punto di vista, più tradizionale del Federico, quanto nell’esposizione degli argomenti.
Quanto Buffa è fatto di volute e archi argomentativi complessi, Graziani sviluppa linee e traiettorie discorsive secche, rette, che costruiscono discorsi sostenibili nel tempo a disposizione e capaci di assorbire l’attenzione dell’ascoltatore. Come Buffa avviluppa l’attenzione nella giungla di mondi altri che apre e controlla, Extra Time la prende grazie alle tante porte che apre, presentando argomenti mai banali e ben connessi fra loro.
Altra cosa fondamentale: come per i programmi che appaiono troppo a caso su Rai Sport (perché non creare un contenuto più strutturato?), Extra Time dà il giusto valore al grande archivio radiofonico Rai (e pensare che i file non siano canzoni o discorsi pubblici fa un grande effetto, perché dimostra come lo sport crei emozioni incancellabili e degne di essere ricordate).
