L’Europa nel pallone


Da oggi è uscito il mio libro “L’Europa nel pallone. Stili, riti e tradizioni del calcio europeo”. L’editore è Zona.

In questo libro ho cercato di parlare di calcio in un modo diverso dal solito, legando le vicende del gioco e le faccende dei protagonisti ai fluidi socio-culturali delle diverse nazioni prese in esame.

Le scuole analizzate sono sette: italiana, russa-sovietica, balcanica, olandese, francese, iberica, tedesca.

Per ognuna di queste ho esaminato a fondo il loro gioco, quello che in campo fanno tecnicamente e dicono tatticamente, legandolo agli insight culturali influenti per quel tipo di gioco.

Questo in breve, ma nel libro c’è anche molto altro. Come, ad esempio, il profilo di una squadra ideale per ogni scuola calcistica.
Per l’Italia la formazione che ho scelto é: Zoff, Gentile, Facchetti, Tardelli, Baresi, Scirea, Domenghini, Antognoni, Meazza, Baggio, Riva.

Sarebbe molto interessante se ognuno di voi, leggendo quello che ho scritto nel libro, mi stilasse una sua formazione dei sogni, non soltanto per l’Italia.

Spero che il libro vi piaccia e sarei contento se ne parlassimo un po’ insieme in questo spazio.

Appena…

Ho appena saputo che Cassano va agli Europei.

Sono un uomo felice, chissà perché.

La variante Y

E adesso…

Tutto puntato sui miei baffi a spiovere… lo sapevo

Proprio a me, che della vittoria mi frega quel niente per stare in vita, è un gioco che il destino poteva pure risparmiarsi.

Ma ve lo vedete tra 30 anni un tipo mezzo sciancato, con gli occhi appannati e questi baffi che mi ingrassano e invecchiano sulle pagine stroboscopiche delle riviste sportive tra transgender pieni di tatuaggi che calciano il pallone come se fosse una bestia da scacciare.

Non è solo poca fotogenia … è incapacità di moderare internamente i meccanismi dell’apparire … vabbè questo ve lo spiego dopo, in questo momento penso ad altro…

Ma io stavo così bene ad ascoltare da quelle radioline a transistor arancioni Karel Gott che vinceva per l’ennesima volta l’Usignolo d’oro, perché mai mi sono messo in testa l’idea di diventare calciatore di palloni.

Una sola cosa buona mi è successa da quando sono calciatore, ho incontrato il mito di mia madre, Hrabal, che pieno di quella testa scalena mi ha regalato uno strano libro, Un tenero barbaro è il titolo. Quando me lo diede guardandosi indietro mi disse: “Leggilo Antonin, ti servirà quando avrai bisogno di respirare a lungo”.

In questo momento voglio respirare a lungo, ma mi si deve essere bloccato un condotto e mi manca l’aria.

Quel tipo mezzo addormentato del nostro allenatore poi, mi ha preso in disparte prima dei rigori e mi ha detto: “Antonin tu sarai l’ultimo e quando calcerai pensa alla gravità terrestre”. Ma che vuol dire e poi sei stato muto fino adesso, perché aprire la bocca proprio con me.

Ma adesso risolvo tutto io, vado lì e mi concedo totalmente al vento, come mi schiamazza l’istinto così parto e tiro, per concentrarmi davvero un attimo dopo sulla cena a base di calamari promessa per qualsiasi risultato dal Presidente della Federazione.

No, niente colpi di testa, anche perché non credo che rasoterra spedisco il pallone in porta, e allora affidiamoci alla storia, scegliendo tra le mosse tattiche servite ai nostri cugini sovietici per vincere la guerra contro i tedeschi e ripetute a memoria da quegli smunti scolari kazaki…

Niente, non mi viene in mente niente… ah se fossi Asatiani, adesso saprei cosa fare.

Il panico, comunque, non serve a niente è meglio affidarsi all’algebra, materia di fine volontà.

Poniamo il problema: Io, Antonin deve far superare al pallone la linea bianca. Lui, Sepp, deve interrompere o deviare la traiettoria. Le soluzioni possono essere:

a) Tiro di collo destro nell’angolo sinistro, fintando con l’anca sinistra di tirare di piatto destro nell’angolo destro alto. Troppo prevedibile e quel biondo cenere lì ne sa troppe.
b) Tiro di esterno sinistro nell’angolo sinistro alto, fintando prima con l’occhio destro il tiro di collo sinistro nell’angolo destro basso e poi con la mano sinistra il tiro di piatto sinistro nell’angolo destro alto. Troppo complicato, la soggezione della difficoltà già mi fa arrossire. Il tedeschino lo capisce e non si butta affatto, mentre io tiro una cagatina centrale.
c) Tiro di piatto destro nell’angolo destro alto mentre finto con il ginocchio sinistro il tiro di esterno destro nell’angolo sinistro basso. Troppo abusato. Va a finire che il fantasmino azzurro cenere si affida ai sondaggi e para.
d) Altro… possibilità non contemplata perché il mio altro sarebbe far tirare Ondrus.

Ah ecco, c’è la variabile X secondo la quale la migliore soluzione sarebbe tirare di collo sinistro nell’angolo destro alto, fintando il tiro di piatto sinistro nell’angolo destro basso. Hmmm… variazione troppo impercettibile per un popperiano come Maier.

O la variante Z, per la quale segno se tiro di collo destro nell’angolo destro basso, fintando il tiro di esterno destro nell’angolo sinistro alto. Troppo attualista per un pensatore debole come quel tipo.

Allora niente, qualsiasi scelta è sbagliata, qualsiasi appiglio mi conduce ad una sola e disperata meta: la sparacchiata in tribuna. E così sia. Non indugio più, anche perché l’arbitro ha fischiato e ho paura che mi espelle per pensiero annoiante. A questo punto vado incontro al mio destino… per il resto della vita marchiato a fuoco con il titolo di infame, se proprio mi va bene…

Arrivederci a tutti…. Anzi

Addio…

Aspetta, c’è la variante Y… sto a due passi dal pallone è troppo rischiosa… ma quale rischiosa, è la scelta di chi vuole dimenticare e poi è l’ultima che mi è rimasta, no è complessa, non so se ce la faccio… macché è un soffio di poesia, a questo punto è meglio entrarci dentro, ma è una follia, senti meglio essere ricordato per demenza che per codardia…, ma è una stronzata Antonin pensaci almeno un attimo, basta ho deciso, ho scelto, la VARIANTE Y…