MARADONA STORIES – 15

A Piazza Sannazaro prima c’era una vecchia signora che vendeva giocattoli. Erano quasi tutti di legno, solo qualche supereroe colorava di plastica la vetrina. La signora Teresa aveva vissuto una vita tra i giocattoli e in particolare tra palle, palloni, Super Santos e Super Tele. Li aveva tenuti così tanto fra le mani e i piedi da imparare a palleggiare divinamente.
Un giorno Maradona aveva bisogno di una bambola per una delle sue figlie ed entrò in negozio. La signora Teresa lo riconobbe e in suo onore si mise a palleggiare. Maradona non riusciva a crederci.
Una donna di quasi 80 anni che riusciva a palleggiare in quel modo. Da quel giorno, ogni volta che passava per Piazza Sannazaro e non c’era tanto casino, Diego scendeva dalla macchina e faceva palleggiare in piazza quella che divenne l’Abuela Teresa, Nonna Teresa. Ovviamente si formava subito un capannello di persone e per sottrarsi alla folla, Maradona interrompeva i palleggi di Teresa e la trascinava con sé, regalandole ogni volta un giro sulla sua Ferrari.
Giravano insieme una decina di minuti e poi la riportava in negozio. Chissà di cosa parlavano.

Giuseppe Giornalista

MARADONA STORIES – 14

Di giorno Maradona non poteva uscire di casa. Veniva assalito. All’inizio della sua avventura napoletana ci ha provato un paio di volte, proprio come faceva a Barcellona. Ma a Napoli è stato diverso fin da subito, si fermavano le auto, i bus rallentavano e la gente scendeva anche se non era la propria fermata, le signore invece di fare la spesa andavano da Maradona a chiedergli qualcosa. Insomma non riusciva letteralmente a fare un passo.
Ho visto con questi miei occhi un’usanza che ha poi tenuto per tutto il tempo in cui è stato a Napoli.
Quando Maradona aveva voglia di abiti nuovi, faceva passare un suo amico per i diversi negozi del centro. Tutti i negozi quella stessa notte lasciavano le serrande aperte, con le luci accese. Maradona di notte passava, guardava e sceglieva. Coppola si appuntava tutto, poi passava il giorno successivo e prelevava.
Se volevi davvero vedere Maradona da vicino, dovevi andare via Toledo alle quattro di mattina e spesso lo trovavi lì che guardava le vetrine.

Alfonso – Avvocato

MARADONA STORY – 11

Quando è arrivato Maradona lo conoscevamo di nome e di fama, ma in viso pochi lo avevano visto sui giornali. Prima mica c’erano tutte le trasmissione televisive che ci sono adesso, che i giocatori li vedi 24 ore su 24 e li riconosci subito. Sapevamo solo che era riccio, scuro e dalla pelle olivastra, un po’ come la nostra, quella dei napoletani. Il giorno prima del suo arrivo decidemmo di stampare delle magliette, sapevamo benissimo che sarebbero andate a ruba. Il problema è che non avevamo nessuna immagine di Maradona e quale internet c’era per trovarle subito? L’unica cosa che potevamo fare era scrivere Diego Armando Maradona e sopra metterci l’immagine di un tipo scuro, riccio e un po’ napoletano. Scegliemmo quella di Pino Daniele, che avevamo usato qualche mese prima per un suo concerto. Stampammo la prima maglia e ci pareva buona, quel Pino Daniele sembrava proprio Maradona.Stampammo duemila maglie che in poche ore furono vendute. Ne stampammo altre cinquemila, facendo parecchi soldi. Chissà dove sono finite tutte quelle maglie e se qualcuno ne ha ancora qualcuna?Paolo – Barista

MARADONA STORIES – 10

Un giorno Maradona era a Pozzuoli perché doveva vedere una casa. Voleva lasciare Posillipo e trasferirsi nei Campi Flegrei. Io ovviamente non sapevo nulla e all’improvviso mi entra Maradona nel ristorante perché doveva andare con urgenza in bagno. C’ero solo io perché era molto presto. Io gli dissi subito che poteva accomodarsi e gli indicai il bagno. Non potevo farlo andare così, senza un’accoglienza degna. Corsi in cucina, presi lo spumante più buono che avevamo e lo aprii. Lui uscì dal bagno, mi ringraziò e sorseggiò un po’ di spumante, dicendo che non poteva berne troppo perché doveva andare ad allenarsi. Uscì dal ristorante, si rimise in macchina e partì.
Presi il bicchiere dove aveva bevuto, lo appoggiai sul camino del ristorante e sotto scrissi “BICCHIERE DI MARADONA”. Fino a quando ho tenuto io il ristorante il bicchiere non si è mosso da lì.