Letteratura Sportiva

Le parabole a specchio di Juve-Napoli

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Che partita sarà quella di domani. Tirata? No. La stanchezza nazionale si sentirà nelle gambe. Tattica? Sì. Al Napoli il pareggio è oro. La Juve sa che lo scudetto si vince contro Siena e Chievo fuori casa. Fondamentale per lo scudetto? Ni, per quanto detto prima è troppo presto.

Di sicuro però sarà il Napoli-Juve migliore della storia.

Napoli è diventato subito baluardo del Sud e, con un non so che tra il ribellistico e il post-borbonico, la Juve torinese e cavouriana quante altre mai, è stata subito odiata.

Fino ai ’50 la disparità era enorme, poi sono arrivati Sivori e Altafini e il Napoli ha iniziato a farsi sentire. Proprio in quel momento degli anni ’60 le milanesi dominavano in Italia e nel mondo e la Juventus faceva il suo pensando a rifondare.

Rifondazione sui giovani (capito, Milan) che è apparsa in tutta evidenza all’inizio degli anni ’70, quando il Napoli riprese a calare con alcune punte viniciane a metà decennio e niente di più.

La Juve dominava e il Napoli arrangiava, come da tradizione e volontà.

Poi… il 1984… Maradona e il Napoli che diventa la squadra del miglior giocatore di sempre (ancora non ci credi) e la Juve con Platini tramontante che non riesce a tenere botta.

Finito Diego e il resto, il Napoli prende un’altra strada ripida, da sprofondo, mentre la Juve moggiana cresce a dismisura (troppo).

In questo rincorrersi per parabole a specchio si arriva alla partita di domani, quando si affronteranno le migliori due squadre (anche in prospettiva) al momento in Italia.

Sta per arrivare lo Juventus-Napoli migliore e noi….

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